Teateservizi, nuova bocciatura I revisori: non deve restare in vita

Giudizio negativo in vista del consiglio comunale che oggi pomeriggio discute anche delle partecipate «Palazzo di città non va verso la dismissione di quelle aziende che non hanno i requisiti per esistere»
CHIETI. Alla vigilia di un consiglio comunale già di per sé carico di polemiche e frizioni, fuori ma soprattutto dentro la maggioranza, arriva il parere negativo dei revisori dei conti su uno dei punti all’ordine del giorno. L’oggetto del contendere è, ancora una volta, Teateservizi, la partecipata che si occupa della riscossione dei tributi comunali e della gestione dei parcheggi a pagamento della città. La seduta convocata dal presidente Luigi Febo per mercoledì scorso è saltata in prima convocazione, la seconda è indetta per oggi pomeriggio ma, in commissione bilancio, sono già venute fuori tutte le criticità derivanti anche da una maggioranza che sconta divisioni interne.
Sei i punti all’ordine del giorno: il quinto è dedicato alla revisione periodica delle partecipazioni al 31 dicembre 2022 ed è quello su cui si è espresso il collegio dei revisori presieduto da Andrea Ruggieri e composto da Dario Di Donatantonio e Giovanni Ciafrè. Il parere è contrario. E il motivo è tutto da ascrivere alla problematiche inerenti Teateservizi, le altre partecipate comunali non vengono neanche menzionate. I revisori iniziano con il ricordare gli atti del Comune su Teateservizi: dalla delibera del 30 dicembre 2021 con cui si stabiliva la cessione del 49% delle quote, alla delibera del 27 marzo scorso in cui si dava indirizzo, tra le altre cose, alla ricapitalizzazione della partecipata, alla delibera del 29 giugno scorso che ha disposto la proroga dell’affidamento dei servizi, alla delibera del 28 luglio scorso che ribadiva la trasformazione in una società mista pubblico-privata.
Rispetto a quanto previsto, dicono i revisori, «emerge un comportamento palesemente contradditorio degli organi del Comune di Chieti che, nei fatti, sterilizza il conseguimento dell’obiettivo pubblico perseguito dal legislatore, ovverosia la dismissione delle partecipazioni che non hanno i requisiti per il loro mantenimento in vita. Il Comune da una parte dichiara necessaria la razionalizzazione mediante trasformazione della Teateservizi in società mista pubblico-privata, dall’altra però porta avanti la gestione con modalità in house».
Secondo i revisori il mantenimento dell’affidamento del servizio con modalità in house non va perseguito, anche perché, dicono, «nulla viene esposto rispetto alle ragioni che, sul piano economico e della qualità dei servizi, giustificano il mantenimento dell’affidamento del servizio in capo a detta società, anche in relazione ai risultati conseguiti nella gestione». Il collegio non ha dubbi: «L’affidamento fatto a Teateservizi deve essere rivalutato dal Comune. La scelta del gestore del servizio deve essere effettuata nuovamente, cioè deve essere riattivato l’intero processo decisionale e procedurale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

