Teateservizi, voto in tribunale: venti giorni per salvare la società

Si pronunciano in trenta, cauto ottimismo da parte del Comune: «Sono arrivati segnali positivi» La maggior parte dei giudizi espressi finora sono stati a favore del piano proposto dal liquidatore
CHIETI. Assemblea dei creditori di Teateservizi aperta ieri mattina in tribunale davanti al giudice Marcello Cozzolino, alla presenza del commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi, del liquidatore della società pubblica Luca Di Iorio, dell’avvocato di Teateservizi Carlo Montanino e anche del sindaco Diego Ferrara. I 176 creditori della società pubblica hanno un mese per esprimersi a favore o contro il piano di concordato della partecipata stilato da Di Iorio, decretando il rilancio o il fallimento della società. I primi dieci giorni del mese a disposizione per votare sono già passati, nell’arco degli altri venti continueranno a esprimere il loro voto che pesa a seconda del credito vantato. Ma il sindaco esprime una sia pur molto moderata fiducia.
CAUTO OTTIMISMO
«Ero presente all’assemblea perché si tratta di un passaggio importante per la città», dice Ferrara, «nutro la speranza che tutto vada per il meglio sia per la società, sia per il Comune che sta attraversando una fase delicatissima dal punto di vista economico e finanziario. Ho trovato un buon clima, sono fiducioso che la procedura avviata oggi si concluderà nel più breve tempo e con soddisfazione di tutte le parti». Il sindaco riferisce anche di un clima sereno che ha visto l’adunanza partire alle 11.30 del mattino e terminare verso le 13. All’inizio della seduta c’è stata anche una approfondita relazione del commissario giudiziale, che ha già dato parere positivo al piano di concordato, dopo un iniziale parere negativo. Nella relazione di 56 pagine dello scorso 29 agosto il commissario dice chiaramente che il concordato preventivo per salvare Teateservizi dal default è «più conveniente e preferibile» per i creditori rispetto a un’eventuale fallimento della società pubblica che gestisce la riscossione dei tributi municipali. La valutazione è «sostanzialmente positiva» e il piano proposto dal liquidatore Luca Di Iorio si può ritenere «senz’altro fattibile».
IL VOTO
Al momento hanno votato in pochi. Della trentina di voti arrivati, sia via posta elettronica certificata che palesemente ieri, la stragrande maggioranza è favorevole. Ma non è tanto il numero dei votanti che conta, quanto l’importo dei crediti vantati. E dunque bisogna attendere l’ultimo giorno, quando tutti i voti saranno arrivati via mail all’ufficio fallimentare del tribunale teatino. Intanto la seduta di ieri è servita anche per chiarire un dubbio circa la possibilità di mantenere lo status di creditore privilegiato sollevato da uno dei creditori presenti.
IL PIANO DI CONCORDATO
Le linee guida per salvare Teateservizi dal fallimento chiesto dalla Procura sono elencate nel piano di concordato del liquidatore. Prevedono innanzitutto una drastica «cura dimagrante» per la società pubblica che potrà continuare a gestire solo uno dei tre servizi portati avanti. Nata con la mission di riscuotere i tributi comunali, Teateservizi, nell’ottica del liquidatore Di Iorio, dovrà continuare a gestire solo questo settore. Non potrà più occuparsi dei servizi cimiteriali, già riconsegnati al Comune a luglio scorso, né dei parcheggi a pagamento che avranno lo stesso destino del cimitero anche se spostato più in là nel tempo. Il piano di concordato prevede anche che la società continui a riscuotere i tributi per conto del Comune a un costo più favorevole per la partecipata. Da gennaio prossimo, infatti, dovrebbe scattare il rialzo degli aggi sulla riscossione.
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