Tolti i sigilli al depuratore mai entrato in funzione

1 Agosto 2015

ORSOGNA. È stato dissequestrato ieri dalla Procura di Chieti, il depuratore mai entrato in funzione in località Colli, nei pressi di fosso Arenale. I sigilli erano stati apposti dalla polizia...

ORSOGNA. È stato dissequestrato ieri dalla Procura di Chieti, il depuratore mai entrato in funzione in località Colli, nei pressi di fosso Arenale. I sigilli erano stati apposti dalla polizia provinciale lo scorso 25 giugno, sia all’impianto di fosso Arenale che alla pompa di sollevamento dietro via Achille Rosica, a pochi metri dalla scuola media Paolucci. La pompa di sollevamento era stata tuttavia dissequestrata già agli inizi di luglio. La decisione di mettere i sigilli agli impianti era arrivata in seguito a un esposto della polizia provinciale che aveva accertato, anche attraverso una perizia tecnica e il parere della Asl, come gli scarichi fognari sversassero direttamente nei torrenti e nella vegetazione sottostante senza subire alcuna depurazione. Allerta anche per la possibile proliferazione di cattivi odori, insetti e ratti soprattutto per quanto riguarda la zona del plesso scolastico. Per giorni la Sasi, dopo i sequestri, ha dovuto prelevare quotidianamente i reflui attraverso gli autospurghi e smaltire le acque altrove.

La società idrica ha chiesto il dissequestro dell’impianto di fosso Arenale nonostante le acque domestiche e di fogna provenienti dalle abitazioni circostanti continuassero ad immettersi in un torrente che affluisce al Moro e quindi in mare. Il giudice ha infatti riconosciuto una bassa carica batterica delle acque e l’inesistenza di scarichi industriali. La Sasi ha tuttavia quattro mesi per prevedere nella zona un impianto di sollevamento per far convogliare gli scarichi più a monte, nell’impianto cosiddetto “capoluogo”, nei pressi della caserma dei carabinieri. (d.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA