Tolti i sigilli alla casa del delitto Attesa la perizia sulle indagini

9 Maggio 2024

La Procura di Vasto dissequestra l’abitazione in cui Carolina D’Addario, 84 anni, è stata pugnalata a morte Conclusa anche l’analisi dei reperti acquisiti dai carabinieri del Ris e analizzati nei laboratori della Capitale

GISSI. Si avvicina la conclusione delle indagini sull'omicidio di Carolina D'Addario, 84 anni, l'anziana sarta uccisa il 23 dicembre scorso nella sua casa ddi corso Remo Gaspari, al centro del paese. La Procura ha disposto il dissequestro dell'appartamento a cui erano stati apposti i sigilli subito dopo il ritrovamento del corpo della pensionata. Conclusa anche l’analisi dei reperti acquisiti a fine dicembre dalla Scientifica insieme ai reperti raccolti a casa del presunto omicida, Flavio Giovanni Meo, 59 anni.
«Siamo in attesa del deposito della perizia per sapere cosa è emerso dalle indagini», dice Agostino Chieffo, sindaco di Gissi ma anche legale della famiglia D'Addario insieme al collega Alessandro Orlando. «La speranza della famiglia della vittima è che si arrivi a fare piena luce su quanto accaduto prima possibile». Sull’omicidio indagano entrambi i pm della Procura di Vasto, Vincenzo Chirico e Silvia Di Nunzio. Per i figli della 84enne, le stanze vuote in quella casa dove Carolina D'Addario era solita incontrare amici, parenti, conoscenti e anche chi le chiedeva lavori di sartoria, li rattristano tantissimo. “Nelluccia”, come la chiamavano i paesani, era la storica sarta del paese. «Ha sempre avuto una parola buona e un gesto gentile per tutti», ricorda il sindaco Chieffo. La sua casa era aperta per tutti.
L'assassino è entrato da una delle due porte di casa, quella del laboratorio di sartoria sul retro, in via del Sole. Meo è stato ripreso dalle telecamere. Gli investigatori hanno ritrovato anche 20. 500 euro, la fede e gli oggetti in oro che indossava la vittima. Gran parte dei reperti analizzati dai Ris sono stati prelevati nella stanza che l’anziana donna usava come laboratorio di sartoria. In quella stanza gli investigatori hanno trovato oltre ad evidenti tracce ematiche, anche impronte e capelli. Repertato anche l’abito che la vittima indossava quando è stata ferita a morte con una coltellata e la maglietta sporca di sangue di Meo.
Attraverso le tecniche più moderne nella ricerca del Dna, gli investigatori hanno ricostruito sommariamente la scena del delitto. Gli esami sono stati completati da accertamenti compiuti nella Capitale a inizio febbraio. I Ris si erano riservati di consegnare i risultati entro 60 giorni. Presto quindi la perizia dovrebbe essere depositata.
Nel frattempo Flavio Giovanni Meo continua a stare in isolamento nel carcere di Frosinone. Neppure all'anziano padre che abita a Palmoli è stato concesso di incontrarlo. L'unica persona autorizzata ad avvicinarlo è il suo avvocato, Luigi Masciulli. Quest'ultimo ha alzato un muro di silenzio sulla vicenda.
«Dobbiamo aspettare la conclusione delle indagini», ha confermato l’avvocato Agostino Chieffo .
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