Torna la mensa, ma è già scontro: i fondi bastano solo per 40 giorni

Approvato in consiglio con 26 voti l’emendamento per far ripartire il servizio da gennaio a marzo L’opposizione attacca: «Non sono spiegati i costi. Lo scuolabus? Non è indicata la tempistica»
CHIETI. Riparte la mensa per 1.500 studenti dei quattro comprensivi teatini. Il servizio torna nelle scuole dopo che negli ultimi mesi decine di mamme sono scese in piazza con fischietti e megafoni e hanno fatto sentire le loro voci all’amministrazione. Lunedì sera, è stato il consiglio ad approvare con 26 voti favorevoli (2 astenuti e un presente non votante) l’emendamento a firma del presidente del consiglio Luigi Febo che propone la ripartenza del servizio dall’8 gennaio al 4 marzo 2024 (40 giorni). Nonostante il voto favorevole dell’opposizione non mancano le polemiche perché «non ancora si conoscono le modalità», dicono.
L’EMENDAMENTO Durante la maratona consiliare di lunedì, terminata con l’approvazione del bilancio e del Dup (Documento unico di programmazione), è stato approvato anche l’emendamento a firma del consigliere Febo sulle mense «finalizzato», si legge nelle carte, «al reperimento di risorse economiche per garantire la continuità della mensa dall’8 gennaio al 4 marzo 2024, periodo cruciale nell’attesa dell’espletamento della gara d’appalto per la concessione pluriennale del servizio ad un operatore esterno». Passando ai prezzi: il costo presunto a pasto è di 5.50 euro che varia in base al reddito. Si parte dall’esenzione per coloro che rientrano nella prima fascia (Isee fino a 2.309 euro) fino a cinque euro per il reddito superiore ai 25mila euro. «Con una variazione del Dup e bilancio stabilmente riequilibrato pari a 234.610 euro», spiega Febo, «la cifra servirà a coprire tre mesi di servizio. L’obiettivo che l’amministrazione non ha mai archiviato è di assicurare un servizio mensa accettabile a tutti i bambini». Le casse in rosso del Comune per via del dissesto non hanno permesso di riattivare prima il servizio. «Grazie anche al lavoro della dirigente Angela Falcone», continua Febo, «l’emendamento apre una strada che speriamo di poter percorrere fino in fondo». Soddisfatti anche il sindaco Diego Ferrara e l’assessora alla Pubblica istruzione Teresa Giammarino: «La variazione proposta trova capienza nel bilancio stabilmente riequilibrato e non possiamo che essere felici di sostenerla, per tornare a dare a famiglie e bambini quanto necessario perché possano mangiare nella propria scuola».
LA POLEMICALa proposta dell’emendamento ha accolto il voto favorevole dell’opposizione, schierata in questi mesi con le famiglie durante le proteste davanti al Comune. Ma le polemiche non mancano: «Non ancora si conoscono le modalità con cui il servizio mensa ripartirà e non sono arrivate risposte né dal dirigente presente né dall’assessore Giammarino, assente al momento della discussione sul punto», attacca la consigliera di opposizione Serena Pompilio, «rimane un bilancio fortemente contestato nella tardività della presentazione al ministero avendo superato di gran lunga i termini previsti dal Tuel».
SCUOLABUSTra le 120 pagine del Dup si parla anche di un altro servizio che da anni le famiglie chiedono: lo scuolabus. «Verrà riattivato», si legge, «attraverso l’acquisto, se necessario attraverso l’intervento di privati benefattori di nuovi autoveicoli». Un punto sui cui la minoranza richiede «chiarezza», continua Pompilio, «si parla di un benefattore che comprerà veicoli nuovi per la collettività, ma non se ne conosce il nominativo e non si comprende chi ne pagherà gli oneri di gestione». Sostiene la causa anche il consigliere dell’Udc Mario De Lio: «Monitoreremo la riapertura della mensa e scuolabus affinché venga risolto il disagio subito», dice De Lio.

