Torre di 28 metri con l’ascensore, lavori al via da lunedì

26 Ottobre 2019

LANCIANO. A guardarla di profilo sembra quasi una vela che si staglia tra il verde della vegetazione e i muri antichi della città vecchia, una sorta di sentinella a guardia del passato, ma proiettata...

LANCIANO. A guardarla di profilo sembra quasi una vela che si staglia tra il verde della vegetazione e i muri antichi della città vecchia, una sorta di sentinella a guardia del passato, ma proiettata verso il futuro. Sarà alta 28 metri la torre che ospiterà un ascensore e una scalinata per collegare al centro storico il parcheggio di Sant’Egidio, nato all’ombra di via delle Ripe che corre ai margini dei quartieri di Civitanova e Sacca. Il progetto, che prevede due lotti, ha un importo totale di 772mila euro e i lavori inizieranno già dalla prossima settimana. L’ascensore sarà tuttavia pienamente funzionante nel 2021. L’idea di un parcheggio a servizio del centro storico era stata lanciata e avviata, già dal 2012, dall’assessore all’urbanistica Pasquale Sasso che aveva pensato a un ascensore di collegamento simile a uno visto a Montegranaro, un paese medievale in provincia di Fermo.
Ieri è stato presentato il progetto alla presenza del sindaco, Mario Pupillo, dell’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, del dirigente dei lavori pubblici, Luigina Mischiatti, del direttore della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, Rosaria Mencarelli, della funzionaria di zona Lanciano della Soprintendenza, Emanuela Criber e del progettista dell’opera, l’architetto Nicola Di Biase. La “torre” ha conquistato anche la Soprintendenza per l’armonia con il contesto storico, «la qualità culturale e intellettuale dell’opera», sulla quale è stato fatto uno studio approfondito e collegiale che ha riguardato diverse figure professionali, dall’agronomo, al geologo, all’architetto, fino all’archeologo, tutti lancianesi. L’assunto da cui si è partiti, come ha spiegato l’architetto Di Biase, è che non si trattasse solo di un ascensore di collegamento, ma di un’opera che servisse a riqualificare una intera zona. Di qui lo studio sul tappeto verde che sostituirà la vegetazione incontrollata della scarpata, sulla forza dei venti e l’impatto visivo sul paesaggio e sul centro storico. «La forma geometrica scelta, il triangolo», ha riportato Di Biase, «è quella che espone meno il fianco, dunque ha meno lati da mostrare. Abbiamo fatto anche uno studio sui materiali e scelto quindi il mattone, simbolo dei centri storici, e il ferro, scegliendo l’acciaio ossidato corten (resistente alla corrosione e alla trazione ndc). Ci siamo soffermati anche sulle luci, studiando un effetto che non disturbasse la passeggiata sulle mura e i fabbricati residenziali». La nuova torre, «in una città di torri come è Lanciano», sarà dunque l’elemento cardine di un più ampio disegno dell’amministrazione Pupillo di riqualificazione del centro storico. Ecco perché si è prevista anche la bonifica e il sostegno della scarpata, una nuova illuminazione e pavimentazione esterna in calcestruzzo e ghiaia a vista per creare dei percorsi pedonali. «C’è tutto un fervore progettuale che si concretizza in quell’area», hanno commentato Pupillo e Verna, «e che finalmente stiamo portando a compimento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA