Trabocco crollato La difesa del sindaco: «Ha fatto il possibile»

20 Maggio 2015

SAN VITO. «Il pubblico ministero ritiene non si debba archiviare l’inchiesta e comunica all’indagato che intende procedere con la richiesta di rinvio a giudizio». È la notifica ricevuta dal sindaco...

SAN VITO. «Il pubblico ministero ritiene non si debba archiviare l’inchiesta e comunica all’indagato che intende procedere con la richiesta di rinvio a giudizio». È la notifica ricevuta dal sindaco Rocco Catenaro dalla Procura di Lanciano che ha chiuso le indagini sul crollo del trabocco del Turchino, avvenuto tra il 26 e il 27 luglio 2014, ritenendo responsabile il sindaco. «Abbiamo 20 giorni», spiega il difensore di Catenaro, l’avvocato Nicola Rullo, «prima che il pm richieda il rinvio a giudizio, per presentare le memorie difensive e produrre documenti come alcuni atti che dimostrerebbero che sono state anche le lungaggine burocratiche ad aver rallentato gli interventi sul trabocco. Il sindaco è tranquillo. Il suo coinvolgimento è perché era a capo del paese quando è avvenuto il crollo». Il procuratore Francesco Menditto, accusa Catenaro di aver commesso un reato ambientale, legato alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione, oltre al presunto reato dell’obbligo giuridico di impedire l’evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni. «È un reato contravvenzionale», specifica il legale, «che prevede la pena pecuniaria da 1.500 a 7mila euro». (t.d.r.)

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