Trasferita al Policlinico la donna investita

13 Agosto 2016

VASTO. Sono stazionarie le condizioni di R.C., 53 anni la donna investita giovedì sera in viale Perth. La cinquantatreenne è stata trasferita nell’ospedale di Chieti. Ha diversi traumi importanti ma...

VASTO. Sono stazionarie le condizioni di R.C., 53 anni la donna investita giovedì sera in viale Perth. La cinquantatreenne è stata trasferita nell’ospedale di Chieti. Ha diversi traumi importanti ma non è in pericolo di vita. L’automobilista che l’ha investita, una donna di San Salvo, assicura di non averla vista. Dopo l’incidente (l’ennesimo sulla strada a scorrimento veloce) non accennano a placarsi le polemiche sulla pericolosità di via Perth e sulla difficile convivenza di pedoni e automobilisti. Un questione che è finita sul tavolo del sindaco Francesco Menna. E non solo quella.

A fare infuriare Francesco Di Santo, pensionato vastese , è l’invasione di biciclette sui marciapiedi della Marina. La rabbia dell’uomo è giustificata dal fatto che in più occasioni ha rischiato di essere investito da una bicicletta. «Ma non è accaduto sulla pista ciclabile, nè per strada mentre attraversavo. È accaduto sul marciapiede. Se un pedone non può camminare in tranquillità sul marciapiede dove deve camminare?», chiede furioso l’uomo mostrando la richiesta che un anno fa aveva addirittura protocollato. «Ho chiesto l’apposizione per motivi di sicurezza di divieti di transito a cicli e motocicli sui marciapiedi pieni di gente anche anziani e bambini. È giusto che io non invada la pista ciclabile. È altrettanto giusto però che io possa camminare sul marciapiede senza essere investito. Perché le biciclette non vanno sulla pista ciclabile? Perché nessuno rispetta le regole?», si sfoga Di Santo. «Un anno fa sono andato al comando vigili e mi hanno detto che avrei dovuto fare una domanda. L’ho fatta e protocollata. Aspetto una risposta e soprattutto che venga riconosciuto il diritto di tutti i cittadini di ogni età a camminare a piedi in sicurezza e vengano contestualmente estesi ai ciclisti i divieti che dovrebbero essere dettati dal buon senso». (p.c.)

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