Tre consiglieri e la crisi in giunta «Basta inciuci, sì al commissario»

20 Marzo 2024

Sorgetti, Cocco e Rabottini e l’azzeramento dell’esecutivo dopo il no all’aumento dell’addizionale Irpef «Da noi niente appoggio ad amministrazioni tecnico-politiche: cittadini stanchi dei continui teatrini»

ORTONA. Crisi politica in Comune: la reazione del gruppo consiliare d'opposizione “Città che amo” non è tardata ad arrivare sulla situazione che si è verificata all’interno dell’amministrazione, e dichiara che «il consiglio comunale di giovedì sera ha dimostrato la totale inadeguatezza e incapacità di questa giunta». Per il gruppo che siede tra gli scranni dell’opposizione, il sindaco Leo Castiglione «ha incassato un voto contrario, e quindi una sfiducia nei fatti e negli atti da parte di una consigliera della sua maggioranza»; tuttavia, «invece di dimettersi» cambia obiettivo e azzera «la giunta, scaricando sugli assessori tutte le responsabilità».
I tre consiglieri del gruppo, inoltre, non hanno dimenticato quanto accaduto a marzo dello scorso anno, quando il sindaco «per un'osservazione legittima da parte nostra sull'impianto di fotovoltaico off-shore, si è dimesso, scatenando un putiferio, chiamando le testate giornalistiche e le tv locali col solo scopo di denigrarci» e mentre si chiedono cosa voglia fare il primo cittadino, ipotizzano: «cerca di trovare qualche consigliere che da quest’altro lato lo sostenga, come ha fatto con il consigliere Emore Cauti?».
La reazione di Antonio Sorgetti, Italia Cocco e Simona Rabottini è netta: «Non ci stiamo a questo gioco e ci teniamo a ribadire la nostra posizione: non siamo interessati a inciuci politici di qualsiasi genere e, addirittura, ad appoggiare un’eventuale giunta tecnico-politica». Per i tre consiglieri gli «ortonesi sono stanchi di questi teatrini che altro non fanno che far perdere sempre di più la fiducia nelle istituzioni».
Per il gruppo consiliare d’opposizione la soluzione per risistemare l’amministrazione potrebbe non essere politica: «Ortona merita, in questo momento storico, una boccata d'aria che solo un commissario può dare» e i motivi sono più di uno: «Per ristabilire un ordine negli uffici che registrano un esodo continuo di dipendenti, per chiudere quei lavori incompleti, per risanare la situazione debitoria portata avanti negli ultimi anni da questa amministrazione e nello stesso tempo per rasserenare un clima che in città si percepisce essere sempre più divisivo e pesante». I tre consiglieri concludono ribadendo che, a prescindere dallo scenario che si potrebbe verificare a Palazzo di città, «qualsiasi cosa dovesse accadere continueremo a svolgere il nostro lavoro con trasparenza e serietà, come abbiamo sempre fatto fin da quando siamo stati eletti».
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