Tribunale, chiusura tra un anno Avviato il conto alla rovescia

15 Settembre 2021

Ordine degli avvocati e Camera penale in campo per denunciare l’agonia del presidio della legalità Melone: «Presto via dalla città anche polizia e finanza». Cieri: «Fissate a Chieti le udienze rinviate qui»

VASTO. Trecentosessantaquattro giorni alla chiusura. Un tabella sistemata al palazzo di giustizia di Vasto indica quanto manca alla sospensione di ogni attività. La tabella è stata messa dall'Ordine degli avvocati che vuole in questo modo denunciare l'agonia di un presidio che a dispetto delle decisioni prese a Roma resta un esempio di efficienza. Ieri il presidente del Consiglio dell'ordine, l'avvocato Vittorio Melone, e il vicepresidente delle Camere penali, l’avvocato Fiorenzo Cieri, hanno tenuto una conferenza stampa preannunciando le iniziative che intendono portare avanti per cercare di salvare il tribunale vastese ed evitare come prima conseguenza la chiusura del commissariato e della compagnia della guardia di finanza.
«A Vasto resterà solo la stazione dei carabinieri come ora accade nei piccoli comuni», ha denunciato Melone. «È necessario riavviare una interlocuzione con il ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Attualmente il parlamento è in balia del governo e i parlamentari del Vastese non vengono ricevuti dal ministro. Noi stiamo cercando di trovare un modo per far conoscere al ministro questa terra e far capire quanto sarebbe assurda e dannosa per lo Stato e la sicurezza dei cittadini la soppressione dei tribunali di Vasto e Lanciano e l'annessione a Chieti che non ha né una sede né servizi adatti allo scopo. Rischiamo due anni di paralisi giudiziaria. A breve avremo una riunione con i parlamentari e i politici locali cercando un modo per riaprire il dialogo con il ministro».
Intanto le udienze del prossimo anno vengono già fissate davanti al tribunale di Chieti. «Ho vissuto», ha commentato con amarezza l'avvocato Cieri, «il giorno più nero della mia carriera venerdì quando una causa è stata rinviata a ottobre 2022 a Chieti senza sapere però come, dove e quando esattamente. Ho deciso che per far capire al ministro i danni che rischia di procurare alla nostra città le regalerò il libro “Quarta mafia” di Antonio Laronga, un magistrato che racconta la criminalità organizzata foggiana e i tentacoli che sta allungando sull'Abruzzo. Qualcuno dei personaggi citati è già qui. Senza Procura rischiamo di finire in balia della malavita organizzata e senza forze dell'ordine non ci sarà più pace per i cittadini. Tutto questo per un accorpamento che costerà allo Stato tre volte le spese attuali. Vasto ha un palazzo di giustizia, Chieti no».
Anche i tempi della giustizia si allungheranno inevitabilmente. «Oggi l'ago della bilancia è la politica», ha detto l'avvocato Rosario Di Giacomo. «La politica deve fare qualcosa per evitare una lesione dei diritti dei cittadini. A Roma non sanno quello che succede qui. La politica faccia qualcosa e si riprenda il suo ruolo e sopratutto pretenda il rispetto dal governo».
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