Tribunale, fino al 30 giugno stop alle udienze nelle aule

Rischio contagio: firmato il provvedimento per rinviare i processi a palazzo di giustizia Ma alcuni procedimenti potranno essere trattati con il collegamento in videoconferenza
CHIETI. Fino al 30 giugno, all’interno delle aule del tribunale di Chieti, non si svolgeranno udienze penali né civili. Ma alcuni procedimenti potranno essere trattati in videoconferenza. È l’estrema sintesi del provvedimento firmato dal presidente Guido Campli per contenere il rischio di contagio da coronavirus. La premessa è «la ferma intenzione di prevedere per il modello organizzativo della seconda fase la esclusione di qualsivoglia attività in praesentia, confermando tutte le misure regolanti l’accesso negli uffici, salvo aprire per ognuno uno sportello fisico (sul vecchio modello Urp) funzionale alla ripresa delle attività».
Scendendo nel dettaglio, quanto al settore penale, il presidente Campli ha invitato i giudici monocratici e i presidenti dei collegi a rinviare «tutti i procedimenti per i quali non potrà tenersi l’udienza ricadente nel periodo 12 maggio 2020-30 giugno 2020». Slitteranno tutti quei processi per i quali «ricorre la prima udienza con attuale possibilità per la persona offesa non rappresentata (e anche per il danneggiato del reato la cui posizione emerga dagli atti) di costituirsi parte civile». Verranno rinviati anche i procedimenti in cui è necessario ascoltare testimoni, esclusi gli ausiliari del giudice (come i consulenti tecnici d’ufficio). Stop pure ai processi «a carico di un numero di imputati superiore a quattro o a due se detenuti». Il motivo? È stata valutata «particolarmente impegnativa e difficilmente gestibile una udienza da remoto con un tal numero di soggetti interessati». Il resto delle udienze – come le convalide di fermi e arresti, il giudizio direttissimo, discussioni, riti abbreviati, i patteggiamenti e le udienze preliminari – potranno tenersi in videoconferenza. In questi casi sarà valido il protocollo d’intesa firmato nelle scorse settimane dal presidente Campli e dal procuratore della Repubblica Francesco Testa. Le udienze in questione verranno celebrate via internet sulla piattaforma Microsoft Teams. Tribunale e procura «hanno già predisposto e positivamente testato l’impiego del programma informatico, che consente la creazione di un’aula di udienza virtuale e la partecipazione a distanza, su invito del magistrato, anche di soggetti esterni alla rete giustizia». Il giudice e il pubblico ministero potranno dunque connettersi da remoto. Stesso discorso per gli arrestati o fermati che, in caso di custodia cautelare in carcere, saranno collegati dalla casa circondariale di Madonna del Freddo; quelli che si trovano ai domiciliari, invece, saranno in videoconferenza da una postazione allestita in questura o in caserma.
Scrive Campli: «Si raccomanda, in ogni caso, di riservare le prime udienze successive al 30 giugno 2020, pur nel rispetto delle disposizioni tabellari in materia di calendarizzazione delle udienze, alla trattatazione dei procedimenti per i quali sussistono problemi cautelari e termini prescrizionali». (red.ch.)

