Truffa alle finanziarie Assolti tutti gli imputati
ATESSA. Nessuna associazione a delinquere e nessuna truffa alle finanziarie. Sono stati assolti dal tribunale collegiale (presidente Andrea Belli, a latere Maria Rosaria Boncompagni e Stefania...
ATESSA. Nessuna associazione a delinquere e nessuna truffa alle finanziarie. Sono stati assolti dal tribunale collegiale (presidente Andrea Belli, a latere Maria Rosaria Boncompagni e Stefania Cantelmi) gli imputati del processo partito nel maggio 2017 per la presunta truffa in concorso da quasi 230mila euro in 4 anni verso 5 finanziarie: Consel spa, Fiditalia Spa, Neos finance, Findomestic banca e Santander consumer bank. Erano alla sbarra in 13, ma due posizioni, quella di Jerzy Kowalski, 60 anni di Poggio Sannita, e Valeriano Crisante, 48 anni di Pescara, sono state stralciate. Assolti con formula piena dall’accusa più grave di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e simulazione di reato i tre presunti capi dell’organizzazione che non si è rivelata truffaldina: Gianfranco Rossi, 53 anni di Lanciano, Vito Vacante, 50 anni di San Vito Chietino, e Fabrizio Santilli, 45 anni di Cupello. Assolti perché il fatto non sussiste e perché molte truffe si sono prescritte (i reati contestati comprendevano un periodo tra il 2008 e il 2012) gli altri imputati: Angelo Rossano Guerrini, 54 anni di Lanciano, Stefania Berardi, 41 anni di Pescara, Lucia Cadeddu, 51 anni di San Vito Chietino, Leo Del Gesso, 46 anni di Mafalda, Roberto Di Santo, 61 anni di Montenero di Bisaccia, Nicola Liberatore, 80 anni di Casoli, Antonio Polsoni, 61 anni di Fossacesia, e Massimo Trivilini, 41anni di Santa Maria Imbaro. In base alle indagini, Santilli avrebbe diretto l’organizzazione utilizzando l’attività di mediatore creditizio titolare dell’ufficio “Eurys soluzioni finanziarie” ad Atessa dove disponeva la falsa documentazione necessaria per ottenere i finanziamenti, ossia buste paga e cud. Rossi e Vacante poi procacciavano i clienti (tutti finiti a processo) scegliendo persone in difficoltà economiche ma prive di protesti, che presentavano la richiesta di finanziamento. Ottenevano i soldi, dai 6mila ai 36mila euro, e poi non onoravano il prestito: alla fine l’accusa è stata smontata, alcune truffe sono state prescritte tanto che anche la Procura ha chiesto l’assoluzione, confermata ieri dai giudici del collegio. (t.d.r.)

