Ucraini in arrivo a Palombaro: accoglienza alle prime famiglie

5 Marzo 2022

Nella struttura erano giunti 24 africani, ma in 7 sono fuggiti: i restanti saranno trasferiti altrove Il sindaco Di Martino: meglio avere famiglie con i bambini che potrebbero frequentare la scuola

PALOMBARO. Ospiterà le famiglie ucraine, il Centro di accoglienza straordinario per immigrati richiedenti asilo (Cas) aperto a Palombaro nell’ex casa di riposo una dozzina di giorni fa senza che il Comune ne fosse stato preventivamente informato. Il sindaco Consuelo Di Martino infatti giovedì 24 febbraio è stata avvisata dal viceprefetto Gianluca Braga dell'avvenuta destinazione dell’ex casa di riposo Di Giuseppe a Cas e venerdì 25, alle 4 del mattino, ha visto arrivare 24 ospiti, ragazzi di Camerun, Eritrea e Bangladesh. Di questi 24, 7 sono fuggiti dopo poche ore dalla struttura che, con lo scoppio della guerra in Ucraina, il dramma dei profughi, delle famiglie lacerate che lasciano un paese in devastazione, il bisogno di dare aiuti, ora sarà destinata ad accogliere famiglie ucraine.
«La legge prevede che prima dell’apertura di un Cas, l’ente che lo ospita ne sia informato e questo non è avvenuto», spiega Di Martino che ha scritto a prefetto, Anac (Autorità nazionale anticorruzione) per far valere i diritti del suo Comune. «Se ci fosse stato l’incontro avremmo chiesto infatti l'assegnazione di nuclei familiari, a prescindere dalle nazionalità o dal colore della pelle, perché per un comune piccolo come il nostro è oggettivamente più agevole accogliere nuclei familiari e creare una vera integrazione, grazie ad esempio alla scuola dove potrebbero andare i bambini, piuttosto che 45 uomini adulti di nazioni, etnie, lingue e religioni diverse che avrebbero difficoltà loro stessi a condividere gli spazi di accoglienza e ad integrarsi nella comunità. La prova è che nel giro di pochissimi giorni sono fuggiti dalla struttura in 7. Invece sono stati assegnati 24 ragazzi a Palombaro e diversi nuclei familiari nelle strutture di Torino di Sangro e Gissi. Abbiamo quindi chiesto al viceprefetto di invertire le destinazioni ma ora, con lo scoppio della guerra e l'emergenza di dare accoglienza a cittadini ucraini, abbiamo dato disponibilità ad ospitare donne, bambini e famiglie della nazione invasa dalla Russia. Il prefetto ha accolto la richiesta e inviato al ministero dell’Interno questa disponibilità, previo trasferimento dei 17 migranti in altro Centro di accoglienza della provincia. Attendiamo l’autorizzazione e poi arriveranno le prime famiglie».
Nel frattempo il Comune si sta organizzando con la Protezione civile ed è pronto a coinvolgere il parroco don Carlo, per unire le forze e allestire l’accoglienza e inviare anche aiuti direttamente in Ucraina.
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