«Un borgo all’opera che produce cultura»

Castel Frentano. Il regista Viani loda l’iniziativa di associazioni e Comune che porta la lirica in piazza
di DINO VIANI*
C’è una nazione con un sistema Stato quasi al collasso. Crisi finanziaria, morale, perdita di fiducia e prospettiva verso il futuro. Poi ci sono le piccole comunità delle zone interne, silenti e resilienti. Quei paesi che hanno gli onori della ribalta nazionale solo quando c’è un fatto di cronaca nera. Eppure basterebbe un occhio più attento e meno distratto per accorgersi di quanta storia, cultura, tradizioni e orgoglio identitario questi luoghi hanno e rivendicano con grande dignità. Consapevoli che non è più il tempo dei finanziamenti di ministeri e assessorati, si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di urlare al mondo la loro esistenza e lo fanno producendo cultura e bellezza.
La storia che sto per raccontare ha il sapore di un film neorealista, di quando Rossellini, pur senza soldi, voleva parlare di un paese ferito dalla guerra con la voglia di tornare, con forza, a far parte della narrazione della grande Storia. La Storia scritta dagli uomini e dalle intelligenze creative che esprimono. Castel Frentano, per il secondo anno consecutivo, è la location di uno spettacolo degno di un grande paese civile, colto. Una cittadina all’opera che ha creato un evento che si chiama “L’Opera nel Borgo”. Non ci sono tanti soldi. Allora si aguzza l’ingegno. Organizzazione, entusiasmo, creatività, ospitalità, lavoro collettivo e condiviso. C’è un borgo che è un teatro naturale: piazza Caporali ha un’acustica da far invidia ai teatri più famosi. C’è un tenore, Aldo Di Toro, che nel girare il mondo non ha mai dimenticato il proprio paese di origine e che, in questo caso, diventa calamita attrattiva di cantanti e musicisti di fama internazionale. Poi ci sono le associazioni “Ripensiamo il centro storico” e l’associazione teatrale “Di Loreto-Liberati”, patrocinate dal Comune, che lavorano con l’intento di riscoprire un bene comune e popolare come l’opera lirica attraverso la quale si possa creare un volano virtuoso per una nuova economia turistico culturale e rivitalizzare il centro storico scongiurando il possibile abbandono. Dopo il successo dello scorso anno con Madama Batterfly, quest’anno si replica con “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo e “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, domani alle ore 21. Il cast internazionale è composto da 8 protagonisti e 30 tra coristi e comparse che si divideranno nelle due rappresentazioni, ognuna della durata di circa un’ora. Tra le due opere ci sarà un intervallo di mezz’ora durante il quale al pubblico sarà offerto il dolce tipico del paese, il bocconotto, accompagnato da spumante. “Vesti la giubba, e la faccia infarina. La gente paga e rider vuole qua. E se Arlecchin t’invola Colombina, ridi, Pagliaccio, e ognun appalaudirà”.Allora tutti ad applaudire il bel canto, l’opera, questa bella Italia che c’è, esiste e un paese intero che vi avvolgerà, insieme agli artisti, in un’atmosfera magica di un vero sogno di inizio estate.
* Regista.

