Un “sacrificio” di 230mila euro in nove mesi

11 Agosto 2019

Ecco a quanto dovrebbero rinunciare i politici teatini se l’amministrazione cadesse in anticipo

CHIETI. Quasi 230mila euro. I politici di Chieti dovrebbero rinunciare a tanto se l’amministrazione, domani o martedì, cadesse con quasi un anno di anticipo. Ogni mese, le indennità del sindaco Umberto Di Primio, del presidente del consiglio comunale Liberato Aceto e dei 31 consiglieri pesano per oltre 25mila euro: moltiplicato per 9 mesi, visto che si potrebbe tornare al voto tra maggio e giugno 2020, ecco che si ottiene la cifra: quasi 230mila euro.
Fare il consigliere, con un gettone di presenza di 80,40 euro lordi, è un “lavoro” che può superare i mille euro al mese: la quota massima, fissata dal regolamento comunale, è di 1.100,68 euro. È calcolata in base all’indennità del sindaco (4.402,70 euro lordi): i consiglieri possono percepire al massimo un quarto dello stipendio mensile di Di Primio. Per il mese di luglio appena trascorso, sono 4 i più presenti: Bruno Di Paolo (Giustizia sociale) e Franco Di Pasquale (Noi domani) con 18 presenze tra consiglio e commissioni e Diego Costantini (gruppo misto) e Nicoletta Di Biase (Identità teatina) con 15. C’è una spiegazione da fare, però: i rappresentanti dei gruppi con uno o pochi consiglieri, hanno più occasioni di partecipare alle commissioni e collezionare presenze mentre i gruppi più grandi, come Forza Italia e Pd, si dividono le sedute abbassando così la media personale. Fatta questa premessa, secondo le rilevazioni di luglio, i più assenti sono: Anna Teresa Giammarino (Chieti per Chieti) con zero presenze e, con due a testa, Diego Ferrara (Chieti per Chieti), Elisabetta Fusilli (Forza Italia), Enrico Raimondi (Chieti da Capo), Renata Sablone (Centro democratico) e Donato Tacconelli (ex Ncd).
In allegato al bilancio che sarà al centro del prossimo consiglio, il parere dei revisori dei conti guidati dal presidente Angelo Palombizio contiene una strigliata al Comune che paga ditte e fornitori con troppo ritardo: «Si invita l’ente ad adottare le misure organizzative per garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti». Invece, il pagamento degli stipendi dei politici è sempre puntuale: la determina 563 del 9 agosto scorso liquida già le indennità di luglio. (p.l.)