Una comunità in festa rinnova la tradizione: Fara accende le farchie

In migliaia hanno rievocato il miracolo di Sant’Antonio a Colle Selva Canti e balli fino a notte nelle contrade che hanno allestito i fasci di canne
FARA FILIORUM PETRI. L’antico rito si è rinnovato. Folla ieri a Fara Filiorum Petri per la festa della farchie in onore di Sant’Antonio. Il piccolo centro alle pendici della Maiella ha rivisto vivere la tradizione della festa paesana più sentita con gli enormi fasci di canne incendiati in onore del santo e del miracolo che si narra salvò Fara dall’invasione francese. In tantissimi sono arrivati per festeggiare insieme ai Faresi, nonostante quest’anno ci sia stato il cambio di località che avviene ogni 25 anni e il posto dell’accensione delle farchie sia stato meno facilmente raggiungibile.
I circa quattro chilometri da percorrere a piedi non hanno comunque spaventato gli spettatori. Ogni 25 anni, infatti, anziché portare le farchie davanti alla chiesa di Sant’Antonio, i fasci di canne vengono trasportati più a monte, sul colle dove secondo la tradizione è avvenuto il miracolo del santo. Sono 16 le farchie accese, insieme alle tre farchiette realizzate dai bambini delle scuole. Le operazioni per l’accensione sono partite all’imbrunire, poco dopo le 17. Visto che il posto è meno ampio di quello solito e si trova anche più in alto, più esposto al vento – che però ieri sera non c’era, anzi le condizioni meteo sono state ottimali – le farchie sono, come di consuetudine allo scadere dei 25 anni, più piccole del normale: sono alte 6 metri, anziché 8, e larghe 75 centimetri, anziché 80.
Il rito dell’accensione si è svolto regolarmente, senza problemi, con il sindaco Camillo D’Onofrio a sorvegliare le operazioni. Il sindaco ha preso la parola per ringraziare le autorità presenti, i migliaia di spettatori arrivati a Fara per partecipare allo spettacolo senza tempo delle farchie e soprattutto gli organizzatori che iniziano a lavorare dieci giorni prima nelle contrade per organizzare al meglio l’appuntamento. Dopo aver acceso le farchie, la festa si è spostata nelle contrade dove sono state riportare pezzi di farchie non ancora bruciate, sono state riaccese e, intorno al fuoco, per tutta la notte si è continuato a stare insieme con canti, balli, buon cibo e vino.
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