Vaccini, le prenotazioni in tilt I 70enni restano in fila per ore

La rabbia degli anziani in piedi e sotto il sole: al PalaUda arrivano carabinieri, polizia e vigili urbani La responsabile Asl Borgia: «Un problema con gli appuntamenti». Ferrara: «Serve un’altra sede»
CHIETI. Lunghe code al palaUda per la vaccinazione dei settantenni. Con il cambiamento del sistema di prenotazione, prima gestito dal portale regionale ora invece dalla piattaforma delle Poste, da giorni si registrano disagi per gli utenti costretti a stare anche tre ore in fila prima di potersi vaccinare contro il Covid. Sia sabato che domenica scorsa, in diversi si sono rivolti alle forze dell’ordine.
«Io ho chiamato la polizia», racconta Luca Giannini che sabato ha accompagnato i genitori, «gli agenti sono arrivati ma, al di là di far rispettare le distanze, non hanno potuto far nulla. Hanno detto chiaramente che non potevano intervenire nel sistema organizzativo». Ieri mattina al palaUda c’erano pattuglie dei carabinieri, dei vigili urbani e della polizia. Ma a rivolgersi alle forze dell’ordine questa volta non erano state solo le persone in fila ma anche la responsabile della vaccinazione, Rosa Borgia, direttrice dell’area distrettuale 1, per assicurarsi che non ci fossero problemi di distanziamento e di ordine pubblico: «C’è un problema con la piattaforma degli appuntamenti», ha confermato la direttrice, «sono arrivate troppe persone tutte allo stesso orario. Noi abbiamo cinque postazioni con sei medici, tutti molto scrupolosi, e quindi in qualche caso ci vuole un po’ più di tempo, visto che stiamo utilizzando il vaccino Astrazeneca. Spero che le difficoltà che abbiamo avuto con la piattaforma di prenotazione sia solo momentanee, dovute al fatto che i dati sono transitati da una piattaforma all’altra. Certo è che la questione va tenuta sotto controllo, anche in previsione di un aumento della portata della campagna vaccinale. In questa sede abbiamo sempre vaccinato lo stesso numero di persone, ma non abbiamo mai avuto queste criticità. Il nostro sistema prevedeva di vaccinare 10 persone ogni mezzora».
Ieri mattina, invece, si era accumulata una fila di circa 200 persone: tutte erano state prenotate per la fascia oraria dalle 10 alle 11; mentre per l’intera giornata erano previste 360 persone da vaccinare.
Alle 11.30 è arrivato anche il sindaco Diego Ferrara, sempre allertato dai cittadini: «Ho intenzione di proporre nuovamente al direttore Asl Thomas Schael la possibilità di aprire subito un’altra sede vaccinale in città», ha detto il sindaco, «noi abbiamo pronta la palestra di Colle dell’Ara. Ho anche allertato la Protezione civile che mi ha assicurato di poter montare dei gazebo e portare delle sedie per alleviare l’attesa degli utenti».
Ma c’è anche chi, pur costretto ad aspettare in fila, ha commentato negativamente la posizione di chi ha chiamato le forze dell’ordine: «Si è certamente creato un imbuto dovuto alla gestione della piattaforma di prenotazione», ha detto Alessandro Secondino, «ma la colpa non è certo dovuta all’organizzazione interna, che invece è risultata molto efficiente, con il personale che ha cercato in tutti i modi di alleviare i disagi che si sono creati. Quindi chiamare le forze dell’ordine, che comunque non hanno potuto fare nulla, è servito soltanto a contribuire ad agitare la situazione. Bastava un po’ più di senso civico».

