Venduta all’asta dopo 22 anni la storica fornace di Crocetta

23 Gennaio 2018

Castel Frentano. Quattro imprenditori si aggiudicano l’impianto, la cava e altri terreni per 73mila euro Nel 1996 fu valutata 4 miliardi di lire. Il sindaco D’Angelo: «I nuovi proprietari rilancino il territorio»

CASTEL FRENTANO. Venduta all’asta la storica fornace di Crocetta. Si chiude così una storia decennale tra fallimenti e curatele. Ad aggiudicarsi l’intero lotto (fornace, cava e altri terreni) sono stati due imprenditori di Castel Frentano e due di Guardiagrele. Spetterà loro, adesso, lo smaltimento dei rifiuti ancora presenti e, soprattutto, presentare un progetto complessivo. Dopo il fallimento del 1996 il curatore fallimentare dell’epoca stimò il valore sui 4 miliardi delle vecchie lire. Nel 2016 la curatela fallimentare è passata a Maurizio Pocetti e, grazie a una nuova stima tecnica fatta da Alfonso Tupone, il nuovo valore è stato fissato a circa 300mila euro. La fornace, compresi l’ex cava e alcuni terreni limitrofi, è stata aggiudicata a 73.500 euro, dopo che questa offerta è stata sottoposta al vaglio del comitato dei creditori, autorizzata dal giudice e pubblicata sul sito del Tribunale, su quello del Comune e su organi di stampa. Chi avesse voluto poteva far pervenire un’offerta migliorativa, cosa che non è stata fatta. Da qui l’aggiudicazione a quella cifra. Solo il complesso industriale è costituito da un’area della superficie catastale di 46.540 metri quadri con sovrastante vecchio opificio di circa 10.500 metri quadri di superficie coperta, oltre alla palazzina uffici su due piani e un piccolo vecchio fabbricato, sempre di due piani. L’ex cava, invece, ha una superficie catastale di 96.499 metri quadri. A Crocetta la prima fornace sorse, all’inizio del ’900, ad opera degli imprenditori Testa e Tinari di Lanciano con la collaborazione, in seguito, di Breviglieri, un imprenditore di Piacenza. Il laterificio ebbe una grande fortuna anche perché la materia prima era di prima qualità. Nel secondo dopoguerra, dopo la ricostruzione, la fornace di Crocetta dava lavoro a circa 350 operai. Gli eredi dei fratelli Testa vendettero lo stabilimento all’imprenditore Nicola Cirulli di Schiavi d’Abruzzo che lo rivitalizzò mediante nuove tecnologie. Poi iniziò il declino con la chiusura nel 1987 e il fallimento nel 1996. Da allora solo un progressivo decadimento dell’intero sito con la necessità di alcuni interventi in urgenza come, nel 2004, la messa in sicurezza dell’ex cava di argilla che si trova nel versante orientale del torrente Moro. Tale fianco è stato a più riprese interessato da movimenti franosi e nel 2005 il crollo di quintali e quintali d’eternit dalla copertura del capannone dell’ex cava della fornace di Crocetta. L’area ricade in un’area Pii (Programma integrato d’intervento), strumento facoltativo con il quale un’amministrazione comunale individua le trasformazioni del territorio. «L’ex fornace di Crocetta avrà nuova vita e spero che i nuovi proprietari», dice il sindaco Gabriele D’Angelo, «sappiano dare un valore al rilancio sociale ed economico del territorio».
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