Vertenza Ball, sindacati delusi: «Nessun segnale dall’azienda»

San Martino. Dopo l’incontro al ministero è silenzio su cassa integrazione e reindustrializzazione Fiom-Cgil e Fim-Cisl: «Le istituzioni hanno fatto la loro parte, ma la multinazionale non dà risposte»
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Un silenzio assordante. È quello dei rappresentanti della Ball Beverage Packaging di San Martino sulla Marrucina che, a una settimana dal vertice al ministero dello Sviluppo economico, non hanno ancora comunicato nulla circa le loro intenzioni. Dopo aver bloccato la produzione di lattine dallo scorso 20 novembre e confermato più volte l’intenzione di chiudere lo stabilimento chietino, lasciando sulla strada 70 lavoratori che saranno licenziati a Natale, la multinazionale americana non dà nessun segnale concreto sulla richiesta della cassa integrazione e della reindustrializzazione del sito.
Mentre i lavoratori continuano a fare volantinaggio nei centri commerciali d’Abruzzo, affinché tutti i consumatori conoscano questa vertenza, la Fiom-Cgil e Fim-Cisl di Chieti diramano una dura nota. «Non c’è nessun segnale da parte dell’azienda», dicono i sindacati, «che nell’ultimo incontro sembrava aver raccolto l’invito del ministero a formulare una risposta concreta e a discutere sulle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali. Alla Ball è stato chiesto di dimostrarsi responsabile e quindi di richiedere la cassa integrazione, lasciare la disponibilità dello stabile a imprenditori che manifesteranno la volontà di rioccupare le maestranze e di incentivare economicamente i licenziamenti al fine di supportare il dramma che queste persone vivranno a Natale. Ma nei fatti», spiegano la Fiom-Cgil e la Fim-Cisl, «l’azienda ad oggi ha offerto esclusivamente la disponibilità a valutare eventuali richieste di trasferimento delle maestranze verso il mondo Ball. Questa ovviamente non può essere l’unica soluzione al problema. La Ball non sta discutendo della cassa integrazione perché non vuole chiederla, non vuole lasciare a disposizione lo stabile. Questo è di una gravità indescrivibile specialmente se già tutte le parti hanno dato disponibilità ad accompagnare l’azienda in questo percorso». Il ministero, infatti, ha già comunicato la disponibilità di fondi per la cassa integrazione. La Regione, come previsto nella circolare 15 del 4 ottobre, ha messo sul tavolo corsi di formazione per i lavoratori e anche il Comune di San Martino sulla Marrucina con il sindaco Luciano Giammarino ha fatto la sua parte, garantendo all’azienda una riduzione di Tari, Imu e Tasi. «La mobilitazione dei lavoratori non rallenta», concludono i sindacati, «e nei prossimi giorni non mancherà continuità nella battaglia a questa vicenda assurda».
L’incontro decisivo al ministero per le sorti dei 70 lavoratori è in programma la settimana prima di Natale.
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