Vertenza Honeywell Fossacesia al fianco dei lavoratori

30 Settembre 2017

ATESSA. È ancora presidio davanti ai cancelli alla Honeywell di Atessa, dove i 420 dipendenti sono in sciopero dal 18 settembre scorso per scongiurare la chiusura e delocalizzazione dello...

ATESSA. È ancora presidio davanti ai cancelli alla Honeywell di Atessa, dove i 420 dipendenti sono in sciopero dal 18 settembre scorso per scongiurare la chiusura e delocalizzazione dello stabilimento in altre sedi dell’est Europa. Dopo la manifestazione provinciale di mercoledì che ha chiamato a raccolta i delegati sindacali, una trentina di sindaci del comprensorio e i rappresentanti delle fabbriche del territorio, anche il prefetto Antonio Corona è stato messo a conoscenza della vertenza e delle intenzioni di maestranze e sindacati di non indietreggiare di un millimetro sulle posizioni intraprese fino a un reale e proficuo incontro con la proprietà al Mise (ministero dello Sviluppo economico). La solidarietà del territorio è stata immediata e diversi sindaci si sono messi al fianco dei dipendenti: il consiglio comunale di Fossacesia ha approvato all’unanimità un documento a sostegno della questione Honeywell in cui si esprime «solidarietà per tutti i lavoratori e le loro famiglie». Il consiglio ha inoltrato una richiesta al premier Paolo Gentiloni, al ministro per lo Sviluppo economico e al presidente della Regione Abruzzo, di elevare la questione a carattere nazionale «poiché la chiusura della Honeywell rappresenta uno spaccato della situazione economica che l’Italia sta vivendo in questo periodo, con il trasferimento all’estero di molte aziende». «Pur non potendo entrare nel merito», dichiara il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, «ci siamo sentiti in dovere di dichiarare pubblicamente la nostra solidarietà a tutti i lavoratori della Honeywell e alle loro famiglie, anche perché ad oggi l’azienda non ha chiarito pubblicamente le ragioni del proprio trasferimento, restando in silenzio di fronte alle proteste delle maestranze, dei sindacati ed alle richieste della Regione Abruzzo e delle istituzioni». (d.d.l.)