Via alle lezioni in presenza Arriva l’ok dall’università

La decisione del Senato accademico: tutti i corsi di studio si svolgeranno in aula Didattica da remoto solo per lavoratori, disabili, detenuti e donne in dolce attesa
CHIETI. Tornano le lezioni in presenza all’università d’Annunzio di Chieti-Pescara. È arrivata l’ufficialità da parte del Senato accademico che ha stabilito le linee guida per quest’anno. Dopo le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, in ateneo si torna a respirare aria di normalità: le aule saranno utilizzate al massimo della loro capienza senza necessità di prenotazione del posto e senza l’obbligo di usare le mascherine. Tutte disposizioni che, fa sapere l’università, potranno essere riviste se si dovesse verificare una nuova ondata di casi Covid.
Durante il periodo pandemico, l’università ha potenziato attrezzature e piattaforme tecnologiche per consentire la didattica a distanza e, quindi, il proseguo delle lezioni. E proprio per non disperdere il bagaglio di conoscenze e abilità multimediali apprese negli ultimi due anni, questi investimenti continueranno ad essere usati.
Su decisione del consiglio del corso di studio, potranno essere svolte le lezioni da remoto nel momento in cui il numero di studenti frequentanti superi la capienza delle aule disponibili. I docenti potranno, invece, svolgere a distanza fino al 10 per cento delle ore di lezione previste per l’insegnamento, secondo le modalità indicate sul sito di ciascun insegnamento.
È confermata la didattica da remoto per gli studenti che fanno parte di specifiche categorie come quelli aderenti all’iniziativa Pa 110 e lode per la formazione della pubblica amministrazione; gli studenti e le studentesse con invalidità o disabilità che ne facciano specifica richiesta e per gli studenti e le studentesse detenuti. Questi potranno richiedere di accedere alla didattica a distanza con modalità sincrona e asincrona e con materiale didattico a disposizione per almeno 30 giorni.
Un percorso mirato è offerto anche a tutti gli studenti indipendenti, ovvero con residenza esterna rispetto alla famiglia di origine da almeno due anni e che abbiano redditi propri derivanti da lavoro, per gli studenti e le studentesse atleti e per le studentesse al settimo mese di gravidanza e fino ai 3 mesi successivi al parto, o con diagnosi di gravidanza a rischio certificata dal medico.
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