Via Civiltà del Lavoro «Troppi incidenti, sì all’autovelox fisso»

2 Febbraio 2024

Ortona. Residenti mobilitati contro l’alta velocità dei veicoli Proteste anche per i rifiuti sulla ferroviaria della Sangritana

ORTONA. Macchine che sfrecciano in via Civiltà del Lavoro: i residenti, furiosi, chiedono l’installazione di un autovelox fisso. Lungo la via che collega il casello autostradale di Ortona al centro urbano è diventata una consuetudine, ormai, l’alta velocità oltre i limiti permessi dalla legge. E non è tutto, è sempre più un’abitudine degli automobilisti effettuare sorpassi che di norma non sono consentiti. I residenti, stanchi di una situazione diventata ingestibile, hanno voluto denunciare il disagio che vivono nella loro quotidianità anche a seguito di gravi incidenti che si sono susseguiti nel corso degli anni lungo quella strada.
A dare voce al gruppo di residenti della zona Francesco Polidoro proprietario di una casa adiacente alla carreggiata incriminata. «Il compito delle istituzioni», dice Polidoro, «è quello di salvaguardare la sicurezza pubblica e la salute dei cittadini, mi faccio portavoce di chi abita qui che è stanco delle inerzie di chi deve provvedere al rispetto dei limiti della circolazione». E continua: «Solo negli ultimi due anni, a causa dell’alta velocità, si sono verificati due gravissimi incidenti che per poco non hanno causato vittime ma “solo” ingenti lesioni alle persone coinvolte e come sempre, dopo ogni episodio, le istituzioni hanno promesso interventi efficaci e risolutivi che non sono mai stati messi in pratica». Secondo Polidoro e gli altri residenti, inoltre, l’autovelox mobile collocato occasionalmente sul ciglio della carreggiata non è la soluzione al problema. «Mi auguro», riprende Polidoro, «che il costo di un apparecchio autovelox fisso non sia il deterrente alla sua installazione, atteso che da informazioni è possibile una sua collocazione debitamente autorizzata dal prefetto».
Anche altri abitanti di via Civiltà del lavoro sono voluti intervenire personalmente per denunciare una situazione divenuta insostenibile. La giovane mamma Emanuela Sperati ribadisce: «Siamo esasperati, non ce la facciamo più a sopportare le accelerate delle moto e della macchine in questo tratto di rettilineo e ogni volta che i nostri figli escono per raggiungere il centro abbiamo paura che possano essere coinvolti in incidenti a causa dell’alta velocità e per questo motivo sono costretti a percorrere l’ex tracciato ferroviario della Sangritana con il rischio di inciampare e cadere sulle traverse dei binari».
Anche Ciro Radico tuona: «Ormai noi residenti, dopo tante richieste siamo disillusi poiché ci accorgiamo che nulla cambia nonostante le rassicurazioni di interventi dopo ogni incidente».
A far da cornice a questa problematica, anche la scarsa pulizia dei binari della ferrovia della Sangritana, dove erba alta e rifiuti di ogni genere abbondano. (cr.ch.)
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