Via l’acqua senza preavviso I residenti: «Siamo esausti»

L’Aca ha chiuso il serbatoio della Civitella nella notte tra martedì e mercoledì Il consigliere comunale Riccardo attacca: «Scenario da incubo, adesso basta»
CHIETI. Dopo le annunciate notti senz’acqua, arrivano anche quelle a sorpresa. Che fanno ancora più male, perché le famiglie non si sono potute organizzare per far fronte ai rubinetti a secco. Per nulla annunciata è stata la chiusura idrica della notte tra martedì e mercoledì. Le tabelle dell’Aca prevedevano la chiusura del serbatoio della Civitella nella notte tra mercoledì e giovedì. Nessuno si aspettava di restare senz’acqua nella notte precedente a quella annunciata. Tante le proteste dei residenti colti di sorpresa ed esasperati.
Proteste che si aggiungono a quelle dei cittadini della parte bassa della città che abitano agli ultimi piani delle palazzine senza autoclave. In questi condomini il problema non è solo di notte, ma anche durante la giornata quando la bassa pressione con cui arriva l’acqua fa sì che più si abita in alto e meno acqua esce dai rubinetti. Lo Scalo è da settimane in regime di riduzione idrica, cosa che complica non poco la situazione. Perdura infatti la riduzione in uscita a 35 litri al secondo, che parte dalle 23 sino alle 5.30 di tutti i giorni della settimana. Una condizione che riguarda 10mila residenti della parte bassa della città.
Tra le proteste, si leva anche la voce di un consigliere comunale che ultimamente non manca di attaccare Aca e Comune per le difficoltà causate delle chiusure idriche in città: «Notte tra martedì e mercoledì da incubo a Chieti», dice il capogruppo di Chieti viva Giampiero Riccardo, «una mancanza d’acqua non comunicata da Aca e Comune, ancora più inaccettabile in tempo di pandemia per eseguire pulizia e sanificazioni personali e degli ambienti». Riccardo ha formalmente inviato una comunicazione all’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) per verificare se l’Aca abbia violato gli standard Arera per il servizio idrico. «Non ci sono state comunicazioni di sorta da parte dell’Aca», continua Riccardo, «mi sembra chiaro che non si siano verificati guasti lungo la rete, ma piuttosto qualcuno ha deciso di sospendere l’erogazione di acqua potabile a Chieti con 24 ore d’anticipo senza sentire la necessità di comunicarlo alla popolazione, come se fosse normale e scontato. Questo ennesimo disservizio è solo la ciliegina sulla torta di mesi di acqua erogata a singhiozzo o comunque col contagocce, con una fornitura che normalmente, durante le ore diurne, rende un calvario anche solo tentare di farsi una doccia. L’amministrazione del sindaco Diego Ferrara, nell’incapacità di reagire, continua a nascondere la testa sotto la sabbia». La prossima chiusura notturna per Chieti alta (centro storico, Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone) è fissata, dopo quella di questa notte, per quella tra venerdì e sabato, dalle 23.30 alle 6. Per lo Scalo la riduzione della portata durerà sicuramente fino a domenica.

