Visite mai disdette in ospedale: dalla Asl 5mila lettere ai pazienti

22 Settembre 2026

L’azienda punta a recuperare 123mila euro riscattando i mancati incassi delle prenotazioni mediche. Conteggiati anche gli esenti dal ticket: sono tenuti a comunicare subito la rinuncia ai controlli

CHIETI. Sono 5.013 le lettere inviate dalla Asl Lanciano Vasto Chieti per recuperare le somme relative alle prenotazioni non disdette nei mesi di gennaio e febbraio 2024. Un primo invio test che vale complessivamente circa 123mila euro e che, per la prima volta, dà una misura concreta del fenomeno: poco più di 24 euro in media per ogni posizione individuata, anche se gli importi variano in base alla prestazione prenotata.

Gli avvisi stanno arrivando attraverso l’Agenzia delle entrate-Riscossione e riguardano visite ed esami fissati oltre due anni e mezzo fa. Ma il dato va letto con cautela. La stessa azienda sanitaria, guidata dal direttore generale Mauro Palmieri, chiarisce che si tratta di una prima sperimentazione e che all’interno dell’elenco possono esserci anche posizioni non corrette o dati spuri. Le lettere spedite, dunque, non equivalgono automaticamente ad altrettante mancate disdette definitivamente accertate: una parte delle richieste potrà essere contestata e, in presenza dei requisiti, annullata.

L’obbligo riguarda anche chi è esente dal ticket, perché l’esenzione non fa venir meno la necessità di comunicare in tempo la rinuncia a un appuntamento già fissato. Chi riceve una comunicazione e non riconosce la visita o l’esame può rivolgersi agli sportelli Cup, dove attraverso il codice dell’impegnativa è possibile risalire alla prenotazione, alla data e alla struttura interessata.

Sono inoltre previste cause che possono giustificare la mancata presentazione, purché documentate, come ricoveri, accessi al pronto soccorso, incidenti o problemi di salute che abbiano riguardato direttamente il paziente o, nei casi previsti, un familiare. Anche la data del 30 settembre riportata sugli avvisi non rappresenta, secondo quanto chiarito dalla Asl, un termine perentorio.

Ma dietro i 123mila euro c’è soprattutto il problema degli appuntamenti lasciati inutilizzati mentre altri pazienti restano in attesa. Una visita prenotata e non disdetta in tempo è infatti uno spazio che il Cup non riesce a riassegnare. Ed è proprio per evitare che le agende perdano capacità che la Asl ha inserito nel proprio piano operativo strumenti sempre più strutturati. Fra questi c’è anche l’overbooking dinamico, utilizzato per compensare il rischio delle mancate presentazioni, insieme ai recall telefonici, ai messaggi di promemoria e ai sistemi digitali per cancellare gli appuntamenti non più necessari.

Una gestione che si innesta su un sistema già sottoposto a una forte pressione sul fronte delle liste d’attesa. Nell’ultimo piano operativo dettagliato pubblicato dall’azienda, relativo al 2025, risultavano 11.986 prestazioni assegnate oltre i tempi di garanzia nel primo semestre. Per recuperarle erano state quantificate 5.120 ore di attività aggiuntiva. Per il secondo semestre il fabbisogno stimato saliva ad altre 14.383 prestazioni “non garantibili” nei tempi attraverso la normale capacità produttiva, con ulteriori 6.144 ore di lavoro necessarie.

Per sostenere questo sforzo la Asl aveva previsto oltre 1,28 milioni di euro di compensi per le attività aggiuntive, oltre agli oneri. Sedute extra e prestazioni fuori dall’orario ordinario servono ad aumentare l’offerta, mentre dall’altro lato l’azienda prova a impedire che quella già disponibile venga sprecata a causa delle mancate disdette. Da una parte migliaia di prestazioni che finiscono fuori dai tempi di garanzia, dall’altra spazi già prenotati che rischiano di restare vuoti.

Il risultato reale si vedrà solo dopo le contestazioni e le verifiche. A quel punto sarà possibile capire quante delle posizioni individuate siano effettivamente corrette, quale parte dei 123mila euro potrà essere recuperata e soprattutto se il sistema potrà essere esteso anche agli altri mesi del 2024.

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