Yokohama, tutti uniti per salvare il lavoro

19 Agosto 2020

Ortona. Approvata in consiglio una mozione per provare a evitare la chiusura e gli 84 licenziamenti

ORTONA. Approvata all’unanimità in consiglio comunale una mozione con cui ci si impegna a scongiurare la chiusura dello stabilimento Yokohama. Un provvedimento che rafforza la volontà delle parti di mettere in campo qualsiasi azione utile alla salvaguardia degli 84 posti di lavoro. In una seduta convocata ancora in via telematica ed alla quale hanno preso parte anche sindacati, rsu e lavoratori in collegamento dal presidio davanti ai cancelli dell’azienda di contrada Tamarete, ci si è confrontati sulle iniziative da porre in essere in vista dell’incontro ministeriale convocato per il 2 settembre. L’amministrazione ha invitato a partecipare alla seduta anche rappresentanti della multinazionale giapponese e Confindustria, ma la proprietà non ha dato la sua disponibilità mentre l’associazione degli industriali non ha risposto all’invito. Confindustria è stata quindi la grande assente di giornata ed il sindaco Leo Castiglione, così come i sindacati, non hanno evitato di sottolinearlo: «Mi rammarico per l’assenza di Confindustria», ha detto il primo cittadino, a cui gli ha fatto ecco il coordinatore regionale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia, il quale ha ammonito la stessa Confindustria sostenendo che «non può essere assente in questa discussione» e che «va richiamata alla responsabilità».
Nel suo preambolo il primo cittadino ha spiegato che avrebbe preferito fare questo incontro dopo il vertice al Mise, in modo da avere un quadro più chiaro della situazione e attuare quindi attraverso il consiglio comunale tutte quelle azioni possibili per la tutela dei lavoratori. Castiglione ha inoltre invocato unità d’intenti: «Ora dobbiamo parlare tutti la stessa lingua e andare al ministero dello Sviluppo economico per chiedere la riapertura dello stabilimento».
Proprio il tavolo ministeriale è stato un altro tema affrontato nel corso della discussione del punto all’ordine del giorno. I sindacati (oltre a Petaccia sono intervenuti Ettore Di Natale per la Femca Cisl e Riccardo De Feo della Uiltec Uil) auspicano che questo possa tenersi in presenza e non in videoconferenza: «Una riunione faccia a faccia crediamo possa avere un valore diverso e riteniamo che al ministero ci siano tutte le condizioni per un vertice svolto in sicurezza».
L’obiettivo principale è quello di capire i reali motivi della chiusura dell’azienda, considerando che finora la proprietà non è mai intervenuta se non attraverso la voce dei propri legali.
Al Mise - almeno questa è la speranza - è che si possa avere un confronto diretto dai cui risultati poi studiare le mosse che permettano di evitare un dramma occupazionale per 84 famiglie del territorio. (a.s.)
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