Zuppi abbraccia i ragazzi ucraini «Abruzzo terra di accoglienza»

10 Agosto 2024

Il cardinale incontra i giovani del Paese in guerra che sono ospitati nella parrocchia di San Martino Un anno fa il colloquio con Zelenskyj: «Sognavamo di regalare loro un periodo di gioia con i coetanei»

CHIETI. «L’Abruzzo è una regione molto accogliente. Oggi abbiamo realizzato un sogno». Il cardinale Matteo Zuppi, presiedente della Conferenza episcopale italiana (Cei) prende la parola nella sala parrocchiale della chiesa di San Martino davanti ai 35 bambini ucraini ospitati tra Abruzzo e Molise e racconta di come, un anno fa, avesse incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj e avessero parlato a lungo delle condizioni dei bambini, soprattutto di quelli che si trovavano in zona di guerra. E allora è nato un sogno: quello di permettere a questi bambini «una vacanza, un periodo di gioia, tra coetanei, una pausa dalla guerra, un momento di scoperta del mondo, lontano da casa ma, in un certo senso, a casa. Era un sogno, ma i sogni si realizzano». Ad ascoltarlo anche l’ambasciatore ucraino nella Santa Sede, Andrii Yurash, arrivato anche lui a Chieti per la festa d’accoglienza dei bambini ucraini nell’ampia struttura della nuova chiesa di San Martino, messa a disposizione dal parroco don Sabatino Fioriti, responsabile della Pastorale familiare per l’Abruzzo e il Molise.
FESTA PER I BIMBI UCRAINI
Sono 35 i bambini dagli 8 ai 13 anni accolti dalle tre diocesi di Chieti-Vasto, Pescara-Penne e Isernia-Venafro. Arrivano da zone di guerra, molti dei loro papà sono al fronte a combattere, alcuni non ci sono più. Tra i più piccoli un po’ di nostalgia della mamma, per il resto tanta allegria, con la lingua universale del gioco che supplisce alla mancanza della conoscenza dell’italiano. Restano in Italia tre settimane: sono arrivati giovedì scorso e ieri per loro c’è stata la festa a Chieti, con cena, canti, musica e divertimento. Il cardinale Zuppi ha lodato la capacità d’accoglienza abruzzese, «molto grande e molto generosa», e ha rivolto ai bambini una domanda che sapeva di augurio: «Quand’è che comincia la pace? Ce lo chiediamo tutti. Ebbene ora possiamo rispondere che la pace è cominciata da oggi».
IL PROGETTO
L’iniziativa di accoglienza è nata in ambito Cei ed è stata sviluppata dalla Caritas italiana e dall’Ufficio nazionale di pastorale familiare. In Abruzzo e Molise è stata portata avanti dagli Uffici di pastorale familiare delle tre diocesi coinvolte e dall’associazione Famiglie per l’accoglienza presieduta da Alessandra Bulferi, ieri presente a San Martino. C’erano anche tutti i responsabili degli Uffici di pastorale: Valentina e Massimo Paolini e Fabrizio e Anna Ciurlia per Chieti-Vasto, Annalisa e Mario Fusco per Pescara-Penne, Pina e Marco Bicciato e Anna e Paolo Chiarappa per Isernia-Venafro. Da quest’ultima diocesi è arrivato anche il vescovo Camillo Cibotti, per tanto tempo parroco della Trinità a Chieti. Gli arcivescovi di Chieti-Vasto e Pescara-Penne non sono invece potuti intervenire a causa del fatto che l’appuntamento è stato organizzato all’ultimo momento e avevano precedenti impegni.
L’AMBASCIATORE
«Siamo molto contenti che ci siano iniziative come queste», dice l’ambasciatore ucraino, «questa possibilità offre ai nostri ragazzi la possibilità di stare lontano dalla guerra e farsi nuovi amici. Il nostro presidente è a conoscenza di questo progetto e ha espresso gratitudine. Ringrazio anche il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, che due settimane fa ha visitato l’Ucraina». «Qualche volta di fronte alla guerra pensiamo che non possiamo fare nulla», aggiunge Zuppi, «questa bellissima esperienza dimostra che non è vero, perché tutti noi possiamo fare molto. Per certi versi, dare un po’ di pace a chi è colpito dalla guerra dipende anche da noi. L’accoglienza all’inizio ci mette qualche preoccupazione, ci sembra magari di non essere all’altezza, invece lo slogan scelto dalla Caritas, “Insieme è più bello”, vuol dire che è più bello anche per noi».
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