È allarme medici di famiglia: 52 in meno in tutta la provincia

5 Maggio 2023

Il censimento della Asl registra una forte carenza di personale a causa del picco di pensionamenti A Chieti mancano 3 professionisti, a Guardiagrele 9. Petrucci: «I giovani evitano le zone interne»

CHIETI. Continua senza tregua l’emorragia di medici di base in provincia di Chieti. Il censimento fatto dalla Asl Lanciano Vasto Chieti ha registrato una carenza di 52 medici. Il mese scorso l’azienda sanitaria ha rilevato le carenze relative all’anno in corso per tutti gli otto ambiti territoriali in cui è suddiviso il territorio provinciale dal punto di vista della sanità locale.
Nel Vastese sono 10 i medici di base in meno, nell’Alto vastese solo uno, mentre nel Sangro-Aventino ne mancano sei, nella città di Chieti tre, nell’Ortonese quattro, nel distretto di Francavilla sei, in quello di Guardiagrele nove e nel Frentano, record per l'assenza, ne mancano 13. La penuria di medici di base si inquadra in uno scenario di carenza generale di personale a causa dei pensionamenti del numeroso contingente che ha iniziato a lavorare prima dell'introduzione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina. Per i medici di famiglia la situazione è diversa da regione a regione, visto che sono le amministrazioni regionali a mettere a disposizione i fondi per la formazione dei medici di medicina generale.
In Abruzzo, secondo i sindacati di categoria, i fondi sono da tempo assolutamente insufficienti. L’anno nero, che ha registrato il picco delle uscite, è stato per i medici di famiglia il 2022 e quindi adesso ogni Asl è costretta a fare i conti con le assenze. «Nella nostra provincia», dice Mauro Petrucci, medico di base a Ripa Teatina e segretario regionale Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), «la carenza ha raggiunto numeri molto elevati e a soffrirne sono soprattutto le zone interne. Questo perché se i giovani medici di famiglia sono già di per sé pochi, la tendenza è quella di andare a lavorare nei centri maggiori e così la sanità delle aree interne, già abbondantemente sguarnita, si impoverisce anche dal punto di vista della medicina del territorio».
Petrucci, insieme all'Uncem (Unione nazionale dei comuni e comunità montane), ha chiesto alla Regione non solo di aumentare i fondi per la formazione, ma anche di mettere a disposizione sostegni economici per i giovani medici che scelgono le aree più isolate della regione. «Con questa proposta riteniamo di poter sanare il problema delle aree interne», dice Petrucci, «poi speriamo che vengano in aiuto della categoria le nuove norme che riguardano le case di comunità e le case della salute che prevedono raggruppamenti di medici di base».
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