È morto l’attore Cannavacciuolo allievo di Eduardo, aveva 60 anni

25 Maggio 2022

ROMA. È morto improvvisamente ieri mattina a Roma l'attore e cantante Gennaro Cannavacciuolo. A darne notizia la moglie Christine. Sessant’anni appena compiuti – era nato a Pozzuoli nel febbraio del...

ROMA. È morto improvvisamente ieri mattina a Roma l'attore e cantante Gennaro Cannavacciuolo. A darne notizia la moglie Christine. Sessant’anni appena compiuti – era nato a Pozzuoli nel febbraio del 1962 – Cannavacciuolo era cresciuto alla scuola di Eduardo De Filippo. Elegantissimo ed eclettico mattatore ha calcato tutti i teatri d’Italia, dal San Carlo di Napoli al Verdi di Trieste, dal Sistina di Roma, all'Augusteo di Napoli e il Manzoni di Milano, interpretando i ruoli più disparati, sia di prosa che di canto fino ai recital e one man show. Puntuale, rigoroso, raffinato, spiritoso, intelligente interprete di personaggi ed emozioni che metteva insieme seguendo un suo stile personalissimo, costruito con pazienza tra invenzioni e citazioni, frutto di lavoro tenace e ricerche d’archivio per trovare notizie che dessero vita ai ricordi di cronache a volte lontane. Tra i suoi ultimi impegni, l’omaggio in palcoscenico a “Yves Montand. Un italien à Paris” e la tournée di questa stagione invernale di “Milva. Donna di teatro”, che ha fatto tappa ad Avezzano l’8 aprile scorso, in cui aveva cucito insieme note dei più grandi successi della cantante e momenti delle sue interpretazioni teatrali, da Brecht a Patroni Griffi. Attivo anche nel cinema e nella televisione, Cannavacciuolo era nella serie internazionale “Clash of Future”, premiato nel ruolo di Silvio Crespi. Non aveva vent’anni quando, in una pausa delle repliche de “Il voto” di Salvatore Di Giacomo con la regia di Virginio Puecher, incontrò Eduardo che stava mettendo in scena “A’ furtuna e’ Pulicenella” e cercava un attore che sapesse recitare e ballare una difficile “tarantella”, e fu scelto. Così il suo percorso si intrecciò con quello del grande maestro a cui rimase fedele, così le sue scelte lo portarono ad approfondire le radici profonde del teatro del grande varietà, della macchietta, dell’invenzione audace, del sorriso elegante.