A Ortona un nuovo spazio per l’arte contemporanea

29 Giugno 2024

Apre lo Spazio Diba di Piera Di Nicolantonio: l’inaugurazione oggi alle 18 In galleria le stanze-installazioni allestite dagli artisti Masci, Stampone e Colella

ORTONA. Apre Spazio Diba di Piera Di Nicolantonio a Ortona - Lido Riccio, un nuovo spazio per incontrare l'arte. Affaccio da cartolina sull'Adriatico, stanze d’artista allestite in permanenza con i lavori di tre artisti sperimentatori ognuno nel suo: Edolo Masci, Giuseppe Stampone, Valentina Colella. Un giardino di palme monumentali all’ombra delle quali ospitare incontri e performance. Arte contemporanea, luxury home, eventi. Oggi alle 18 opening con i nomi della cultura, delle autorità e una fetta di sana imprenditoria disposta a scommettere nell’arte come motivo di rilancio e promozione del territorio. Una festa eccellente per il genetliaco della collezionista pescarese, torrese di nascita, Piera Di Nicolantonio, classe 1948, curatrice di mostre istituzionali, amica storica dei più bei nomi dell'arte del Novecento. Dal conterraneo Edolo Masci , a Lucio Dalla, Giuseppe Fiducia, Ivan Graziani, Ennio Morricone, Mario Lunetta, Pietro Cascella, gli amici del cenacolo di Piera e Antonio (Antonio Di Bartolomeo, suo compagno di vita, l'indimenticato animatore del Lido Riccio negli anni ruggenti, dalle sue iniziali nasce “Spazio Diba”, ndr) . Un a tu per tu con gli artisti coltivato da Piera fin da studentessa del liceo artistico di Pescara. E il caso vuole che il suo compleanno coincida con la data di inaugurazione di Spazio Diba. Un segno del destino, un sogno che si realizza, l'impegno per il futuro.
Al suo fianco la nipote Giulia Tiberi, braccio destro nella gestione della nuova realtà. Tutta da scoprire. Spazio Diba - visitabile tutti i giorni su appuntamento e con ingresso libero - nasce per raccontare al visitatore in cerca di luoghi speciali un Abruzzo proiettato nel futuro con artisti di caratura internazionale capaci di interpretarne il genius loci. Così nella suite dedicata all'eclettico Edolo Masci (Castiglione a Casauria, 1938 - Roma 2008), geniale e raffinato anticipatore dell'arte in Italia a partire dal dopo guerra, cui Spazio Diba dedica la stanza rivestita di carta da parati con le sue “Farfalle” colorate di giallo bianco e nero su fondo grigio come appena uscite dal suo dipinto materico a olio. Blu Stampone nella luxury room con sala da bagno completa di vasca circolare con acqua blu contornata di mattonelle in ceramica del suo Abecedario, nell’installazione permanente di Giuseppe Stampone (Cluses, 1974), artista con radici teramane riconosciuto nel mondo con il suo progetto Global Education. Rosa fucsia monocromo e totalizzante è il colore scelto dalla più giovane Valentina Colella (Sulmona, 1984) artista concettuale, selezionata per il 19° Premio Cairo , da tempo impegnata su progetti di residenza, dal Sud Africa al più recente Air M Artist in un rifugio d'alta quota sulla “sua” montagna, a Introdacqua, protagonisti la Montagna abruzzese, l’arte contemporanea e gli studenti delle accademie di belle arti di tutta Italia. Colori, passioni, sentimenti, progetti. Ne parlerà il critico e curatore d'arte Giacinto Di Pietrantonio il prossimo 3 agosto sotto le palme di Spazio Diba insieme agli artisti protagonisti del progetto, Stampone e Colella.
«Aprire un nuovo spazio per l'arte è già un merito», riconosce il critico abruzzese, «proporsi con una formula innovativa e piuttosto unica sul territorio come questa pone l'Abruzzo al passo con operazioni analoghe già all'avanguardia. Per il visitatore-ospite l'esperienza non si esaurisce nel tempo di un'esposizione ma vive del rapporto trasversale con il territorio, il nuovo spazio funzionerà da attrattore di turismo con ricadute positive a cascata». «Inoltre», aggiunge Di Pietrantonio, «l'esperienza del rinnovato cenacolo riprende il recente format della Biennale Arte 2017, Tavola aperta, la parola agli artisti, con appuntamenti settimanali aperti ai visitatori su prenotazione durante l'esposizione, un modo speciale per incontrare e dialogare con gli artisti durante un pranzo conviviale. Non mi resta che fare a Piera i migliori auguri», chiude Di Pietrantonio, che con la sua proverbiale ironia tiene a definirsi «critico e curatore d'arte paesano parrocchiale dipendente dall'arte».
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