A Pescina l’omaggio di Nicola Lotto a Giorgio Gaber e al teatro canzone

PESCINA. Un racconto «teatrale e musicato» di quando Giorgio Gaber, all’apice del successo, «abbandonò la televisione per inventare il teatro canzone». Andrà in scena stasera alle 21.15, al Teatro...
PESCINA. Un racconto «teatrale e musicato» di quando Giorgio Gaber, all’apice del successo, «abbandonò la televisione per inventare il teatro canzone». Andrà in scena stasera alle 21.15, al Teatro San Francesco di Pescina Vorrei essere libero. Le parole nuove di Giorgio Gaber (Tam/Teatromusica). Lo spettacolo è proposto nell’ambito di “Itinerari dell’arcobaleno - Estate 2023”, ideazione e coordinamento artistico del Teatro dei Colori, in collaborazione con il Comune di Pescina.
Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber, da un’idea di Giampaolo Fioretti. Testo, arrangiamenti, voce narrante e chitarra sono di Nicola Lotto, che cura anche la scrittura scenica insieme con Alessandro Martinello. Fotografie e video sono della Fondazione Giorgio Gaber. Nicola Lotto racconta, con parole e canzoni, gli anni Settanta di Gaber. «Narra il passaggio dalla televisione e dalla “canzonetta” al teatro, la nascita del teatro canzone, firmata con il pittore Sandro Luporini, la forza propulsiva innescata dal Movimento del ’68 e il coraggio di distanziarsene, criticandolo con l’istinto e l’ironia di chi non deve tener fede a nessuna bandiera, di chi è libero per natura anticonformista “e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà”» recitano le note di presentazione dello spettacolo. «Il racconto procede in forma di reading musicale e le immagini arricchiscono e colorano le parole, restituendo un segno tangibile della potenza scenica di Gaber e della sua verve istrionica». Si va da Sanremo e dalle trasmissioni televisive al passaggio all’attività teatrale, quando con il Signor G nasce il teatro canzone, «genere nuovo mai approfondito in Italia fino a quel momento». Raccontare Gaber «è molte cose, è come percorrere molte strade. In questo caso, oltre a essere un omaggio a uno degli autori che più son riusciti a sfuggire dalle etichette di ogni tipo, è un riconoscimento a chi ha saputo descrivere in maniera così esatta la realtà del proprio tempo». (r.a.b.)