A “Storie” c’è Caldarelli: Penelope è la mania dei vip, così ho conquistato Milano

8 Marzo 2022

I grandi nomi dello spettacolo, della moda e dello sport si passano il suo numero di cellulare via Whatsapp e, poi, la chiamano senza filtro: «Pronto, sono Ibra: c’è un tavolo?». Penelope a Casa, il...

I grandi nomi dello spettacolo, della moda e dello sport si passano il suo numero di cellulare via Whatsapp e, poi, la chiamano senza filtro: «Pronto, sono Ibra: c’è un tavolo?». Penelope a Casa, il ristorante lanciato a Milano da Francesca Caldarelli con il marito Vitantonio Liuzzi, ex pilota della Formula 1, è in cima alle tendenze: «Ora il meglio di Milano», recita così una delle recensioni affidate alla piazza di Facebook. Nel locale, che sempre su Facebook vanta 4,4 stelle su 5, passano i bomber Zlatan Ibrahimovic e Lautaro Martinez, la bandiera del Milan Paolo Maldini, l’influencer Chiara Ferragni, la modella Bella Hadid e Barbara D’Urso, signora della tv. E poi i comici Pio e Amedeo, l’attore Christian De Sica, il presentatore Gerry Scotti, Charles Leclerc, pilota della Ferrari. «E Barbara Berlusconi», racconta Caldarelli, «ha voluto sapere tutto della nostra storia». È l’imprenditrice Caldarelli l’ospite della puntata di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete 8 in collaborazione con il Centro in onda stasera alle 21 con la regia di Antonio D’Ottavio (repliche il mercoledì a mezzanotte, sabato alle 22 e martedì alle 13.30).
Il primo Penelope, sulla spiaggia di Pescara, è nato quasi per gioco: «Il nome? Penelope è la nostra cagnolina, un pincher toy di 15 anni», risponde Caldarelli, una laurea in Giurisprudenza. Poi, l’intuizione di osare e puntare a Milano: «Io e mio marito abbiamo girato il mondo grazie alla Formula 1 e, dopo qualche anno passato a Pescara, ci siamo accorti che non potevamo riportare in Abruzzo tutte le nostre conoscenze. Un gruppo di amici ci ha detto che saremmo stati perfetti per Milano. Allora, io e Tonio ci siamo guardati per un attimo e abbiamo detto: “Dai proviamoci”». Una scelta coraggiosa perché Milano è una città che contiene già tutto e il contrario di tutto e un ristorante in più sarebbe potuto passare inosservato: «Mi sento coraggiosa», dice Caldarelli, figlia di un altro imprenditore, Vitaliano Caldarelli, titolare di Silvi Gomme, «è un aggettivo che mi appartiene. Il mio coraggio è la voglia di andare avanti sempre. Determinata? Sì, lo sono e provo fastidio a non raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo». E una imprenditrice così che animale potrebbe mai essere? «Sarei un leone». A Milano, la coppia Caldarelli-Liuzzi e la figlia Sole hanno trovato l’accoglienza che non ti aspetti: Penelope è diventato una mania. Le idee di Caldarelli hanno fatto il giro dei social network: il benvenuto con il flute con lo zucchero filato è diventato virale su Facebook e Instagram. «Di giorno sono la parte razionale del locale», racconta lei, «mentre di notte, con il silenzio, arriva la creatività, ripesco le cose che ho visto nei viaggi, penso a mondi lontani e invento. Per esempio, adesso al The Dome, l’altro locale che abbiamo aperto vicino al Duomo, c’è la Wow cake, una torta che scende come uno tsunami: su Tik Tok il video ha totalizzato un milione di visualizzazioni, i social sono un’arma. Non ci aspettavamo affatto che Milano ci accogliesse così e che ci portasse nell’olimpo della ristorazione in poco tempo. Il 90% dei miei conoscenti ci diceva che eravamo pazzi ma noi siamo andati sempre dritti. Il segreto per cui siamo ancora lì è dare sempre di più e non accontentarsi mai. E poi Penelope è diventato una partenza: adesso c’è anche The Dome». Nel centro di Pescara, invece, c’è Penelopina: «Amo troppo la mia città per abbandonarla». Anche il sito Westwing, una bibbia per moda, arredamento e tendenze, ha parlato di Caldarelli e della sua attenzione per i dettagli: «È vero che i dettagli fanno la differenza ma soltanto dopo la sostanza».