A “Storie” l’arte senza volti di Mark Kostabi: racconto i dilemmi della nostra vita

L’artista di New York in mostra a Pescara: mai potrei lavorare in fabbrica L’ammirazione per l’attrice Sofia Loren: piango quando vedo i suoi film
Con i suoi manichini senza volto racconta i dilemmi della società contemporanea, sempre in bilico tra la realtà e la finzione. E una domanda che rimbalza sul pubblico: ma dove finisce la realtà e dove comincia la finzione? È l’arte di Mark Kostabi. Dietro l’artista di New York che ama l’Abruzzo, c’è una carriera di oltre 40 anni di opere che mettono in discussione le certezze acquisite della modernità. Pittore, scultore, musicista e compositore: tutte le facce di Kostabi sono al centro della puntata di “Storie - Le Emozioni della Vita”, il programma di Rete8 in collaborazione con il quotidiano il Centro in onda questa sera alle ore 21 per la regia di Antonio D’Ottavio. «Io provo gioia quando sto disegnando e non voglio fermarmi oppure mentre sto suonando al piano», racconta Kostabi circondato dalle sue opere: fino al 1° maggio prossimo, 80 quadri del maestro che ha conosciuto Andy Wharol e Jean Michel Basquiat sono in mostra al Museo delle Genti d’Abruzzo, a Pescara, in un contrasto tra le tradizioni regionali e l’arte contemporanea (orario 9-13 dal martedì al venerdì e 16-20 sabato e domenica). «Sono fiero di essere qui, questa è una mostra che fa pensare», racconta il maestro. «Io non sono nato ricco», racconta Kostabi, figlio di immigrati estoni in America, «ma ho guadagnato tanti soldi vendendo i miei quadri e le mie sculture e adesso il denaro non mi interessa più, ma ho sempre tanti sogni e uno di questi è fare mostre e concerti. Mi rende felice, poi, avere tanti amici qui in Abruzzo, come Giuseppina Conti: avere buoni amici è una ricchezza. E poi la conoscenza, ogni volta che imparo una parola nuova, vale più di tanti soldi». Kostabi prosegue: «Sono molto fortunato che non devo alzarmi presto per andare a lavorare in fabbrica: apprezzo tanto l’essere libero».
Alla mostra, intitolata “Loves” e curata da Mariano Cipollini, è abbinato un catalogo che assembla le immagini di tutte le opere esposte accompagnate dalle foto delle diverse fasi dell’allestimento, affidato ad Alessandra Moscianese. Tra le opere in mostra ce n’è anche una che raffigura l’attrice Sofia Loren: «L’ho incontrata tre volte a Roma ed è una donna mitica: sono innamorato di lei», dice Kostabi, «avrei voluto conoscerla ancora meglio ma non come fidanzata perché lei era già impegnata! Quando ho visto il suo ultimo film, ho pianto lacrime di gioia». E quel quadro, installato al termine di un corridoio stretto e lungo, è piaciuto anche un pescarese illustre: «Ho comprato il mio pianoforte a coda da Fabbrini e Angelo Fabbrini, quando ha visto il quadro di Sofia Loren, voleva acquistarlo ma gli ho detto che non era possibile: gli ho detto che, per lui, avrei fatto un’altra versione, più grande e più bella. Io penso che ogni cosa che si fa nella vita, si può rifare meglio».
All’interno del catalogo la mostra è illustrata attraverso le note critiche del curatore Cipollini che ha studiato per l’occasione un percorso concettuale e politico che valorizza il lavoro di Kostabi nel tempo. Abbinati anche laboratori e visite guidate per svelare l’arte anche ai bambini: il 1° aprile, dalle ore 16.30 è in programma “Loves emozioni senza volto”, una visita guidata «per conoscere il percorso artistico di Kostabi, la sua evoluzione politica e soprattutto le scelte che hanno caratterizzato l’allestimento della personale e l’integrazione delle opere con l’esposizione permanente del Museo delle Genti».