A Teramo le provocazioni di Banksy l’artista invisibile più visibile di tutti

All’Arca da oggi al 15 gennaio esposta una trentina di opere del misterioso street artist di Bristol Creazioni iconiche apparse sui muri di tutto il mondo: dal lanciatore di fiori alla bambina col palloncino
TERAMO. Diventato invisibile, Banksy è oggi forse l’artista più visibile di tutti, di sicuro il più popolare e seguito dal grande pubblico, nonché uno dei più citati, imitati, replicati. Nell’epoca della sovraesposizione mediatica e dell’ossessiva autonarrazione social vince chi, come l’anonimo street artist britannico (che pure ha una pagina Instragram, in cui pubblica con parsimonia) ha fatto della sparizione il suo superpotere, mentre le sue opere spuntano ovunque, un muro, un museo, una casa d’aste, la bancarella a Central Park, il campo profughi a Calais, un rio veneziano.
Grazie al messaggio accessibile a tutti e al linguaggio semplificato della tecnica dello stencil, sono seguitissime le sue mostre “non autorizzate”, come lo sarà sicuramente pure l’esposizione “Banksy a Teramo – An Unauthorized Exhibition” a cura di Stefano Antonelli e Gianluca Marziani, inaugurata ieri a L’Arca – Laboratorio per le Arti contemporanee e aperta da oggi fino al 15 gennaio. Visite ogni giorno, tranne lunedì; orari 10-13, dal giovedì alla domenica anche 16-20. Biglietto € 7. La mostra “Banksy a Teramo”, promossa, patrocinata e finanziata dal Comune, prodotta da MetaMorfosi Eventi, che l’ha organizzata con la Fondazione Bruno Ballone, espone una selezione di serigrafie, una trentina, autenticate e numerate, delle opere più note e simboliche dello street artist di Bristol, creazioni iconiche che lo hanno lanciato nel mondo, immagini sarcastiche di protesta verso militarismo, capitalismo, religione, consumismo: l’immagine guida della mostra “Love is in the Air (Flower Thrower)”, il lanciatore di fiori, stencil apparso nel 2003 a Gerusalemme sul muro eretto per separare israeliani e palestinesi; “Girl with Balloon”, la bambina col palloncino, l’opera più saccheggiata di Banksy, realizzata a Londra su un muro vicino a un ponte a Southbank; “Bomb Love (Bomb Hugger)”, la bambina che abbraccia la bomba su uno sfondo rosa pop, apparsa sui muri di varie città europee e pubblicata in 750 serigrafie durante le manifestazioni in Gran Bretagna contro l’intervento congiunto con gli Usa in Iraq e la narrazione di governanti e media per giustificare una guerra che “esportava la democrazia”; “Toxic Mary/Virgin Mary”, critica al ruolo della religione nella storia, tipico esempio di détournement, la deviazione di senso che Banksy applica a iconografie classiche manipolandole; “Grin Reaper”, il tristo mietitore con lo smile sotto al cappuccio, apparso come graffito a Old Street e poi rimosso dal Comune di Londra, riprodotto e messo in vendita da Banksy nel 2005 in edizione serigrafica di 300 pezzi firmati tra cui questo a Teramo; “Love Rat” (i topi sono tra i soggetti più rappresentati dall’artista), un topo che ha appena disegnato un cuore rosso. In mostra anche nove copertine di vinili illustrate da Banksy a inizio millennio, appena giunto da Bristol a Londra, per etichette indipendenti.
Oltre a schemi e diagrammi che grazie ad algoritmi visualizzano come mappe la vita di Banksy, l’apparizione delle sue opere in vari punti del globo, le sue connessioni con artisti, movimenti, gruppi musicali, esposte anche le riproduzioni degli interventi realizzati pochi giorni fa da Banksy sui muri delle case distrutte a Horenka e Borodjanka in Ucraina. Presentando ieri alla stampa la mostra, il curatore Antonelli ha ribadito che Banksy non è coinvolto nell’esposizione e non ha fornito alcuna approvazione o supporto né opere, che invece provengono tutte da prestatori privati, autenticate dopo controlli di accuratezza e autenticità, in particolare della Pest Control, la società, creata dall’artista, che possiede la banca dati di proprietari e codici delle opere. Accompagna “Banksy a Teramo” un catalogo (Sagep) con saggi dei curatori e interventi di Agostino Ballone, presidente Fondazione Bruno Ballone, del sindaco Gianguido D’Alberto, dell’assessore alla cultura Andrea Core, del presidente di MetaMorfosi Eventi Pietro Folena, presenti all’apertura.