A Teramo lo spettacolo in memoria della deportazione

25 Gennaio 2024

Per “Arti nel contraddittorio” andrà in scena sabato nella Sala Falcone e Borsellino lo spettacolo “Il canto dei giusti”

TERAMO. Sabato 27 gennaio alle 10.30, in occasione del Giorno della Memoria, il tribunale di Teramo in via Cesare Beccaria si tingerà con i colori e le atmosfere della Shoah. Un luogo inconsueto per ospitare uno spettacolo, eppure altamente significativo e simbolico, perché la storia di ieri è anche la storia di oggi.
Lo spettacolo, dal titolo Arti nel contraddittorio, Il canto dei giusto, è costruito dall’intreccio di voci di Sara Palladini, Nancy Fazzini, Ilenia Molinis e Daniele Di Furia: un modo per ricordare l’abominio della Shoah, non solo attraverso le parole delle vittime, ma anche attraverso quelle dei carnefici. Un modo per chiedersi come sia possibile che il nostro tempo sia ancora segnato dall’insensato dramma del genocidio, in nome di un fanatismo politico, etnico, razziale o religioso e dar voce alla storia per comprendere la storia.
Nel corso dell’evento verrà mostrato anche un diario originale, di cui lo spettacolo riporta dei passi, appartenuto ad un deportato.
Lo spettacolo si terrà nella sala Falcone Borsellino, che così vuol essere una cassa di risonanza per la riqualificazione di quel concetto di giustizia che, nell’era moderna, sembra frammentarsi.
Partner del progetto di Attori senza sipario, ideato da Nancy Fazzini (criminologa- attrice), Sara Palladini (educatrice, attrice e regista e Ilenia Molinis (danzatrice), il Presidente del Tribunale Carlo Calvaresi, il procuratore della repubblica di Teramo Ettore Picardi (che sarà anche attore di rilievo), il presidente dell’ordine degli avvocati Lessiani, l’avvocato Giuliani Diana, la presidente delle CPO Amelide Francia, la psicologa Alessandra Martelli e gli attori Roberto Di Donato e Daniele Di Furia (avvocato attore). Il Conservatorio Braga di Teramo sarà presente nella persona del direttore Paci, che si esibirà in una coda musicale dedicata. Interverranno il professor Elso Serpentini e Walter De Berardinis in qualità di storici di rilievo.
Presenta lo spettacolo Enzo delle Monache.
La scena è praticamente vuota. A riempirla, tre sedie, tre donne e un militare. I cambi di costume da parte degli attori ci riportano a quegli anni di orrore. Ma sono soprattutto le testimonianze a rendere vivo il ricordo di quel tempo. Un atto unico di cinquanta minuti in cui le voci e le storie di molti s’incontrano. Da Se questo è un uomo di Primo Levi con Jacob Olesen, ai monologhi di Liliana Segre e Daniela Palumbo fino a Nelly Sachs. Un recital teatrale, concerto di piano strumenti etnici e voci cantate e teatrali, alla scoperta delle parole della vita.
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