A Venezia l’amore spariglia le carte E si canta Jannacci

Alla vigilia della notte del Leone nulla è detto e gli ultimi tre film in concorso puntano in alto
VENEZIA. Alla vigilia della notte del Leone d’oro, Venezia 80 chiude in bellezza e chissà che la giuria presieduta da Damien Chazelle non peschi anche tra gli ultimi tre film del concorso per la stesura del palmares.
Mentre i rumors (non per fuga di notizie ma per stellette critiche) vedono due film sui migranti Green Border di Agnieszka Holland (appena praticamente bandita dal suo paese, la Polonia) e Io, Capitano di Matteo Garrone in pole position con Povere Creature! di Lanthimos e Evil does not exist del giapponese Hamaguchi, ecco il colpo di coda con Memory di Michel Franco, The Woman of di Małgorzata Szumowska e Michał Englert con Hors-Saison di Stephane Brizé. E sul red carpet nel pomeriggio tutti a cantare Enzo Jannacci con uno scatenato Paolo Rossi e la banda dei Funk off che ha percorso il red carpet al ritmo di Vengo anch’io no tu no, uno dei brani più celebri dell'irregolare cantautore milanese. Nel gruppo anche il figlio Paolo Jannacci e Giorgio Verdelli che al mitico Enzo ha dedicato il documentario Vengo anch'io, fuori concorso a Venezia 80, in uscita nelle sale in 200 copie l’11, il 12 e il 13 settembre. A 10 anni dalla scomparsa, e il documentario lo dimostra, Enzo Jannacci si conferma davvero come uno dei pilastri della cultura musicale italiana, e non solo per aver firmato brani celebri come quei due o come Messico e nuvole, E la vita e la vita . È nel cuore della gente, ha la capacità di evocare ricordi personali e di far pensare a quanta influenza e contaminazione ha avuto la sua musica, il suo stile particolare in quegli anni e nei successivi.
Leit motiv degli ultimi tre film del concorso alla Mostra del cinema di Venezia 80, dopo tanti drammi, horror, biopic, arriva finalmente l’amore declinato con altrettante storie ovviamente lontane tra loro. C’è l'intenso Memory (distribuzione Academy Two) del giovane messicano Michel Franco con una storia che esalta la bravura di Jessica Chastain (Coppa Volpi?), una donna che è stata una bambina abusata dal padre, un’adolescente abusata dai coetanei, alcolista e che da 13 anni ha ripreso la vita in mano grazie alla figlia che cresce con mille attenzioni e paure. Ma il suo passato doloroso, le ferite che cerca di elaborare anche frequentando gli alcolisti anonimi e lavorando in un centro per la salute dei disabili, sono pronte ad emergere quando incontra un coetaneo (Peter Sarsgaard) che ha frequentato la sua stessa scuola, un uomo sotto tutela del fratello, perché soffre di demenza senile. Contro tutto e tutti arriva l'amore. Una storia d’amore complessa, bellissima, con una dedica a tutte le persone Lgbt che non hanno tutele in Polonia è Woman of di Malgorzata Szumowska e Michal Englert (distribuzione I Wonder).
Al centro un personaggio stupendo, un giovane ragazzo che si innamora, si sposa, fa figli ma un giorno capisce che sta vivendo dentro un corpo sbagliato e che vorrebbe diventare una donna. La moglie fa fatica a capirlo, gli anziani genitori non escono più di casa, il paesino polacco dove abitano lo evita e il direttore dell’ufficio lo licenzia, ma Andrej è deciso a diventare Aniela a costo di andar via di casa, imbarazzare tutti e a trasformarsi. Anche qui una svolta e un happy end sullo sfondo di un’altra trasformazione, quella dalla Polonia comunista al capitalismo in Europa. Un film importante sul percorso verso la libertà di una donna trans e un ruolo per due Mateusz Wieclawek (Andrej giovane), Aniela (Mateusz Wieclawek Hajewska-Krzysztofik, Coppa Volpi?).
Infine a chiudere il concorso il francese Hors-Saison di Stephane Brizè (I Wonder) con Guillaume Canet nei panni di un attore famoso in crisi di nervi e che ad un mese dall’esordio in teatro molla la compagnia e si rifugia sul mare del Nord in una clinica di lusso per cercare di ricostruirsi, mentre la moglie star del tg è troppo occupata per partire con lui. Mentre è costretto a firmare autografi e fare selfie, piagnucolando in camera senza essere visto, sbuca dal passato una sua ex (Alba Rohrwacher) che lui aveva mollato 15 anni prima. Una storia sulla solitudine degli attori e sull’«audacia» delle scelte, come l’attrice italiana, per un giorno lontano dal set dell’Amica geniale 4, ha detto.