Achille Lauro alle prove dell’Eurovision: controverso? Non posso piacere a tutti

TORINO. «Quando ci esponiamo, è normale ricevere complimenti ma anche critiche. È normale che non si possa piacere a tutti. Io con la mia musica cerco solo di creare qualcosa che non esiste».Achille...
TORINO. «Quando ci esponiamo, è normale ricevere complimenti ma anche critiche. È normale che non si possa piacere a tutti. Io con la mia musica cerco solo di creare qualcosa che non esiste».
Achille Lauro è impegnato a Torino con le prove e la preparazione dell'Eurovision Song Contest (10-14 maggio), dove è in gara in rappresentanza della Repubblica di San Marino con il brano “Stripper”. «L’Eurovision è una grande opportunità», torna a ribadire il cantante, che sarà accompagnato da Boss Doms sul palco per un’esibizione che si annuncia d’impatto nella messa in scena, come ha abituato nel tempo, tra tori meccanici, trasparenze e lustrini, «ed è un evento che ha molto rispetto per le performance degli artisti. Il mio obiettivo resta sempre quello di portare la mia arte in giro, soprattutto dopo questi due anni di pandemia». E non nasconde che punta ad esibirsi anche all’estero. Quella di Lauro non è solo musica: si tratta di vere e proprie performance «con le quali cerco di proiettare», spiega l’artista, «quello che ho in mente e quello che la canzone rappresenta per me». Con “Stripper” racconta la storia d’amore tra un uomo stripper (spogliarellista) e una donna cowboy, che lui stesso interpreta cavalcando un toro meccanico («che si chiama Roberta») con una tutta di pizzo trasparente nero, boa di struzzo nero e cappellone da cowboy (si è presentato così nella seconda sessione di prove). «È un manifesto di libertà, un invito alle persone a fare ciò che vogliono». Il brano non è stato scritto per l’Eurovision né era rimasto appositamente fuori dall’ultimo album: «Ho molta musica pronta. Ho avuto una sessione di scrittura che doveva durare 2 settimane ed è durata 5 mesi. L'ispirazione arriva dalle cose che vivo in prima persona». E a chi gli fa notare come sia un artista spesso definito «controverso» lui replica: «Io cerco solo di portare qualcosa di mio, un’idea sul palco che sia un po’ l'anima della canzone, di sviluppare un concept a 360 gradi. Mi piace pensare di creare qualcosa che non esiste. E faccio anche più cose di quelle che si sanno: dormo 3 ore a notte».