Achille Lauro riscopre gli anni Novanta

Nel nuovo album “1990” il cantante celebra il pop del decennio della sua nascita con una serie di cover di brani classici
«Una hit mondiale e uno degli emblemi della musica elettronica dei primi anni Ottanta; uno dei riff più magnetici di sempre con la voce austera di Annie Lennox». Achille Lauro descrive così “Sweet dreams” la canzone che fa parte del suo nuovo album, “1990”, una versione del celebre brano degli Eurythmics per il quale il cantante ha scelto l’intensa e potente voce di Annalisa, con cui era già emersa una forte alchimia sul palco del Festival di Sanremo durante l’interpretazione di “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini.
«La scelta di questo brano per me si ricollega al ricordo che ne ho nella versione degli anni novanta, ma di Marylin Manson, un personaggio che ho sempre sentito molto vicino al mio immaginario», acconta Achille Lauro che rende omaggio agli anni Novanta con questo nuovo side project intitolato proprio con l’anno della sua nascita e in arrivo dopo il successo di Sanremo, dopo l’uscita di “16 marzo” già certificato disco d’oro e di “Bam bam twist” ai vertici delle classifiche radiofoniche, e prima di un autunno che per lui promette grandi sorprese, e prossimamente anche il nuovo album di inediti.
«“1990 (Back to dance)”», spiega Achille Lauro parlando di un altro brano dell’album, «invece incarna perfettamente quello che per me rappresenta la musica degli anni Novanta- È un pezzo da dancefloor che mi regalava talmente tante emozioni da diventare malinconico: ho cercato di riproporre proprio quello spirito in questa traccia che apre il disco».
“Scat men” riprende, invece, il celeberrimo “Scatman's world” die John Paul Larkin, in arte Scatman John: fu uno dei tormentoni più gettonati del 1995; in questa nuova versione, Lauro è accompagnato da Ghali e Gemitaiz. «La storia di Larkin», dice, «è alquanto singolare perché, pur soffrendo di balbuzie, riuscì ad adattare questo problema alla musica, creando una fusione davvero particolare. Uno dei suoi punti di forza fu proprio quello di parlare di questo disturbo nelle canzoni, incoraggiando i bambini che ne soffrono a non vergognarsene».
Gli anni Novanta sono stati fondamentali per la crescita di Achille Lauro che oggi intende celebrarli con un album inaspettato e dirompente: da un lato il vuoto lasciato dalla morte di miti come Freddie Mercury (1991), Kurt Cobain (1994), 2 Pac (1996) e Notorious B.I.G. (1997), dall’altra la nascita di un nuovo genere che dall’Europa ha conquistato presto tutto il mondo e che ha sicuramente travolto il suo immaginario artistico.
“You and me” è una inversione dei protagonisti nel titolo (l’originale “Me and you”), rivisitazione del singolo d’esordio di Alexia che accompagna Lauro in questo brano insieme a Capo Plaza. «Alexia», spiega Achille Lauro,è« una cantautrice con un repertorio che varia dal pop alla dance, fino al soul, al blues e al rock. È stata una vera e propria pioniera del filone eurodance: poter collaborare con una delle artiste che ha contribuito a sviluppare e portare nel mondo proprio l’immaginario dell’album era il plus necessario a questo progetto”.
A dare una forma visiva alla musica, anche per questa occasione Achille Lauro propone un apparato iconografico forte declinato nelle tinte del rosa e del fuxia; l’assenza dell’artista è totale e lascia il palcoscenico al suo alter-ego giocattolo: una bambola dal look androgino.
“Blu” degli Eiffel 65 è forse uno dei brani più iconici degli anni Novanta in Italia: «La canzone racconta la vita di un uomo blu, colore di se stesso e di tutte le cose che lo circondano. Per l’enorme successo della loro hit, gli Eiffel 65 sono il gruppo icona della musica dance italiana e internazionale».
Achille Lauro ha già annunciato lo spostamento del tour 2020: nel 2021 e toccherà le città di Milano (16 ottobre), Venaria a Torino (18 ottobre), Cesena (21 ottobre), Napoli (23 ottobre), Firenze (26 ottobre), Roma (29 e il 30 ottobre).
©RIPRODUZIONE RISERVATA