Addio a Galasso, lo storico che difese l’ambiente

13 Febbraio 2018

E’ morto a 88 anni l’intellettuale napoletano al quale si deve la prima legge di tutela del territorio

NAPOLI. Coltissimo, curiosissimo e di grande umanità. Giuseppe Galasso, morto ieri a Napoli, a 88 anni, è stato uno storico di statura europea, ma anche un autentico meridionalista, sempre lontano dal vittimismo, e un appassionato difensore dell'ambiente in tempi in cui non era diffusa questa sensibilità. Della storia diceva che «è la struttura portante della coscienza europea e del suo poter proiettarsi verso il futuro». La protezione del territorio e del patrimonio artistico era riuscito a farla diventare un provvedimento organico di tutela del paesaggio, la legge Galasso, approvata nel 1985, quando era sottosegretario ai Beni Culturali. «Ha posto la sua intelligenza a servizio dello sviluppo del Paese, coniugando con sapienza l'elaborazione di un meridionalismo moderno con l'ideale europeo» come ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Nato a Napoli il 19 novembre 1929, Galasso è stato attivo fino all'ultimo. Dopo aver insegnato in alcune delle più importanti università italiane, da Napoli a Cagliari, era docente di storia moderna all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli dove nel 2012 gli venne consegnata la laurea magistrale honoris causa in Conservazione e restauro dei beni culturali. E domani avrebbe dovuto presentare nella sua città d'origine la 'Storia mondiale dell'Italià (Laterza), a cura di Andrea Giardina. Giornalista, professore universitario, molto impegnato in politica, è stato deputato della Repubblica, eletto nelle liste del Partito Repubblicano e sottosegretario, dall'83 all'87 durante il governo Craxi, del ministero del Beni Culturali e dall'88 al '91 durante il governo De Mita per l'Intervento Straordinario nel Mezzogiorno. È stato anche consigliere comunale e sindaco eletto di Napoli e dal 1978 al 1983 presidente della Biennale di Venezia. Fedele alla lezione di Benedetto Croce, al quale aveva dedicato “Croce e lo spirito del suo tempo” (Laterza) e di cui aveva curato la riedizione delle opere per Adelphi, è stato autore di moltissimi libri e saggi tra cui la fondamentale “Storia del Regno di Napoli” (Utet) in sei volumi, la “Storia d'Europa” in tre volumi (Laterza), “La tutela del paesaggio in Italia” (Editoriale Scientifica) fino all'ultimo volume uscito per Laterza nel 2017, “Storia della storiografia italiana”.
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