Addio a Gianni Minà, le sue interviste hanno fatto la storia

28 Marzo 2023

Castro, Alì e Fellini alcuni dei personaggi incontrati in carriera Amava il pugilato, nel 2011 è stato premiato a Ripa Teatina

Il giornalista che ha intervistato il mondo saluta e va via. La notizia è arrivata dal suo profilo Facebook e di certo non ha lasciato nessuno indifferente perché è una grande perdita nel mondo del giornalismo: all'età di 84 anni è morto Gianni Minà. «Ci ha lasciato dopo una breve malattia cardiaca. Non è stato mai lasciato solo, ed è stato circondato dall'amore della sua famiglia e dei suoi amici più cari. Un ringraziamento speciale va al prof. Fioranelli e allo staff della clinica Villa del Rosario che ci hanno dato la libertà di dirgli addio con serenità». Con questo messaggio condiviso sulla sue pagine social ieri sera, poco prima delle 22, è stata annunciata la morte del grande giornalista, scrittore e conduttore televisivo. «Mi hanno sempre attratto persone capaci di andare controcorrente, anche a costo dell'isolamento, della solitudine. Persone capaci di raccontare storie, di mostrare visioni altre. E inevitabilmente hanno acceso la mia curiosità, perché, come diceva il mio amico Eduardo Galeano, capace di raccontare la storia dell'America Latina attraverso racconti ironici e apparentemente non importanti, ”il cammino si fa andando”, non sai mai dove queste storie ti possano portare. È il bello della vita, tutto sommato». Così si raccontava Gianni Minà, signore del giornalismo, oltre sessant'anni di carriera sempre fuori dal coro, celebre per le interviste ai grandi personaggi dell'attualità, della politica, della musica, dello spettacolo e dello sport - la più celebre quella di sedici ore a Fidel Castro, nel 1987.
Nato a Torino nel 1938, giornalista, autore, intrattenitore, conduttore, documentarista, appassionato di America Latina, inventore di Blitz - che negli anni '80 rappresentò su Rai2 il “rivale innovativo” di Domenica in, ospitando, tra gli altri, Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Muhammad Ali, Robert De Niro, Jane Fonda, Gabriel Garcia Marquez, Enzo Ferrari - Minà ha realizzato centinaia di reportage e interviste per la Rai e non solo. Dai personaggi incontrati, raccontava, aveva imparato ad «esercitare il pensiero critico, anzi, il pensiero complesso, e a respirare la libertà di essere come si è, mostrando soprattutto la propria fragilità». L'incontro più bello? «Quello con Muhammad Alì, il più grande di tutti, perché ha rotto un sistema, una cultura. All'inizio di ogni intervista, esordiva sempre con le sue idee di riscatto per il popolo nero e enumerava tutto quello che un nero americano non era riuscito ad avere nella vita». Adorava Muhammad Ali, con il quale iniziò una lunga amicizia. Proprio la boxe era la sua grande passione sportiva: celebre il programma realizzato per la Rai intitolato Facce piene di pugni. Forte il legame anche con l’Abruzzo della boxe: nel 2011 è stato a Ripa Teatina per ritirare il “Premio Marciano”, manifestazione dedicata al pugile Rocky Marciano originario della cittadina abruzzese. Minà amava il suo lavoro più di ogni altra cosa «Sono nato giornalista, lo sono stato, lo sono e lo sarò», aveva detto proprio nell’estate 2011 quando fu ospite a Ripa Teatina.
Gli inizi della carriera nel 1959 come giornalista sportivo per Tuttosport, di cui è stato direttore dal 1996 al 1998. Poi l'approdo in Rai come collaboratore dei servizi sportivi, seguendo per la rete pubblica cinque Olimpiadi, tre mondiali di calcio e i più importanti incontri di pugilato. Dopo aver esordito per il rotocalco Sprint, ha realizzato reportage e documentari per rubriche come Tv7, Dribbling, Odeon. Tutto quanto fa spettacolo, Gulliver ed è stato tra i fondatori del programma L'altra domenica. Per il Tg2, dal 1976, ha realizzato non solo servizi sportivi ma anche reportage dall'America Latina.
Poi ha collaborato a Mixer, ha esordito come autore e conduttore di Blitz e ha condotto la Domenica sportiva e il talk show Storie. Ha diretto la rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo. Collaboratore per anni di quotidiani come Repubblica, l'Unità e Corriere della Sera, ha scrittotanti libri tra cui Il racconto di Fidel, Un continente desaparecido, Storie, Un mondo migliore è possibile. Conversazioni su giornalismo, potere e libertà, Storia di un boxeur latino e Non sarò mai un uomo comune, quest’ultimo tre anni fa.