Addio a Lee Sun-kyun, suicida la star di Parasite

28 Dicembre 2023

L’attore di 48 anni è morto per esalazioni di monossido in un’auto, era sotto indagine per uso di droga

ROMA. Addio a Lee Sun-kyun. L'attore sudcoreano, star del film da 4 Oscar “Parasite” si è suicidato, come confermato dalla polizia che lo ha trovato morto in un’auto parcheggiata in una strada nel distretto centro-settentrionale di Seongbuk. Il manager di Lee aveva chiamato la polizia non riuscendo a trovare l’attore e immaginando evidentemente il gesto. Sul sedile del passeggero è stata trovata una mattonella di carbone usata probabilmente per avvelenarsi con monossido di carbonio. L’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap ha riferito che l’attore 48enne ha lasciato in casa un messaggio «che sembra un testamento». Era stato indagato per presunto uso di marijuana e altre droghe e potrebbe non aver retto alla pressione anche mediatica secondo quanto scrivono i fan scatenati. Tra l’altro tra il 23 e il 24 dicembre ha avuto un interrogatorio durato 19 ore. «I media lo hanno reso un criminale prima del processo. La polizia ha cercato di usarlo come esempio per dimostrare che stanno lavorando sodo sui casi di droga. E la gente ha alleviato lo stress scrivendo cose odiose» è uno dei commenti, mentre la sua agenzia Hodo e U Entertainment chiede esplicitamente di «astenersi dal diffondere false voci e segnalazioni maligne basate su speculazioni e congetture affinché il viaggio finale del defunto non sia ingiusto». L’onda di lutto nel mondo dell'intrattenimento in Corea del Sud è forte e sono stati cancellati molti eventi e tante immagini a lutto su Instagram sono postate dai colleghi, come la regista Byun Young-joo, che ha lavorato con lui e l’attrice Claudia Kim, conosciuta anche come Soo Hyun che sulla «perdita del grande talento» ha scritto: «Tutti meritano di essere perdonati per i propri errori. Tutti meritano una seconda possibilità». Lee Sun-kyun, che in Parasite era il ricco e superficiale membro della famiglia Park nella cui lussuosa villa in cui si svolge la storia del film di Bong Joon-ho, era stato travolto dallo scandalo droga e per questo escluso da vari progetti. Laureato alla prestigiosa Korea National University of Arts della Corea del Sud, Lee ha fatto il suo debutto nel 2001 in una sitcom intitolata “Lovers”. E la critica lo aveva lodato per la serie tv del 2018 “My Mister”, per la sua interpretazione di un diligente ingegnere architettonico. A livello globale è esploso con “Parasite” che nel 2019 fece la storia di Hollywood, primo Oscar per Miglior film a un’opera non inglese. Ma prima c’erano stati anche con la regia di Hong Sang-soo “Our Sunhi” (2013) e “Okìs Movie2 (2010). Il suo ultimo film, l’horror di quest’anno “Sleep” – in cui interpreta un marito il cui sonnambulismo porta a circostanze terrificanti – è stato presentato a Cannes. Ad ottobre era precipitato tutto quando è stato reso noto che Lee era sospettato di aver fatto uso di droghe illecite nella residenza di una hostess di un bar esclusivo di Seoul. Secondo l'agenzia Yonhap, l'attore aveva affermato di essere stato «ingannato» dalla padrona di casa che lo aveva indotto a consumare i farmaci e di non essere a conoscenza di cosa fossero. Lee era risultato negativo ai test antidroga due volte il mese scorso. Aveva inoltre denunciato due persone sostenendo che gli avevano estorto denaro col ricatto. Lee lascia la moglie, l’attrice Jeon Hye-jin e due figli.