Addio a Oliviero Beha, giornalista controcorrente

14 Maggio 2017

E’ morto a 68 anni. Nel 2011 all’Aquila aveva vinto il Premio Bonanni per una raccolta di poesia

ROMA. E' morto, ieri sera, a Roma Oliviero Beha, 68 anni. Lo ha annunciato la figlia Germana: «E' stato un male molto veloce. Papà se n'è andato abbracciato da tutta la sua grande famiglia allargata di parenti e amici».
Giornalista, scrittore, saggista, conduttore televisivo e radiofonico, Beha era nato a Firenze il 14 gennaio 1949. Lascia la moglie Rosalia, i figli Saveria, Germana e Manfredi, l'amatissimo nipotino Michele. Dopo gli esordi a Tuttosport e Paese Sera, Beha aveva lavorato tanti anni a Repubblica , come inviato, occupandosi di sport e società. Dal 1976 al 1985 lavora a la Repubblica, come inviato, occupandosi di sport e società. Editorialista e commentatore anche politico per La Rinascita, Il Messaggero, Il Mattino e L’Indipendente, nel 1987 inizia la sua attività televisiva con Andrea Barbato conducendo «Va pensiero», un contenitore culturale in onda su Rai 3. Ancora per Rai 3, nella stagione 1989-1990, conduce sempre con Andrea Barbato, all’interno di «Fluff», la «Gazzetta dello spot», un’analisi critica del mondo della pubblicità. Per Rai 3, nel 1991, progetta e realizza «Un terno al lotto», il primo programma televisivo dove domanda ed offerta di lavoro potevano incontrarsi. Nel 992 dà vita a Radio Zorro, il programma di servizio di Radio Rai più premiato negli ultimi anni. In quegli anni collabora a un’inchiesta del Centro contro i match clandestini fra cani a Pescara. Nel 1995 la trasmissione si fonde con lo storico «3131». Dal novembre 1995 al giugno 1996 conduce anche una versione televisiva «Video Zorro» su Rai 3. Dal settembre 1998 su Radio Rai con «Radioacolori« in onda tutti i giorni e poi «Beha a colori». Ha scritto per l’Unità mentre nel 2009 ha avviato una collaborazione come editorialista del Fatto Quotidiano.
Due lauree (una in Lettere, con una tesi in Storia Medievale, conseguita in Italia, e l'altra in Filosofia, presa in Spagna), Beha è stato anche scrittore. Con il suo libro on «Meteko» vinse, nel 2011, la decima edizione del Premio Laudomia Bonanni per la poesia edita. Tra i suoi libri «Sono stato io» (Tropea Editore, 2004), «Crescete e Prostituitevi» (Bur, 2005), «Indagine sul calcio» (Bur, 2006, con Andrea Di Caro), «Italiopoli» (Chiarelettere, 2007, prefazione di Beppe Grillo), «Dopo di lui il Diluvio» (Chiarelettere, 2010), «Il calcio alla sbarra» (Bur, 2011, insieme ad Andrea di Caro),«Il culo e lo stivale» (Chiarelettere, 2012), «Un cuore in fuga» (Piemme, 2014). Una delle sue inchieste più famose fu quella, condotta nel 1984 insieme a Roberto Chiodi, in cui si sosteneva che la partita tra Italia e Camerun del Campionato mondiale di calcio 1982 fosse stata combinata.
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