Addio a Trintignant, indimenticato attore del film “Il sorpasso”

18 Giugno 2022

Scomparso a 91 anni il mostro sacro del cinema francese Recitò con i più grandi, da Truffaut a Bertolucci e Lelouch

È stato un simbolo della Francia, del suo teatro e del suo cinema Jean-Louis Trintignant, morto oggi a 91 anni. Nato nel piccolissimo comune francese di Piolenc, in Provenza, l'11 dicembre 1930, ha avuto una carriera lunga oltre 70 anni, un vero mostro sacro, la cui vita privata è stata segnata da molti drammi, primo fra tutti quello della morte violenta della figlia Marie, uccisa dal compagno Bertrand Cantat nel 2003.
Si era ufficialmente ritirato dalle scene nel 2018, annunciando quasi con nonchalance di dover combattere contro un tumore che gli succhiava le forze. «Nei primi giorni ho deciso di combattere», ha raccontato, «ma poi sono diventato un po’ pigro, mi faccio accudire e aspetto. Non mi sento più sicuro, ho sempre bisogno di qualcuno che mi sorregga e soprattutto mi sento vecchio e inutile». Invece nel 2019 aveva ceduto al richiamo del vecchio amico Claude Lelouch per tornare a fare coppia con Anouk Aimè con l'atteso ritorno dei personaggi di Un uomo e una donna» che nel 1966 furono premiati con la Palma d'oro e diedero a Trintignant il successo mondiale. Il festival di Cannes ha applaudito I migliori anni della nostra vita, a metà fra finzione e confessione pubblica, ma c'era un po’ di tristezza nascosta dal luccichio dei flash sul tappeto rosso.
L'inimitabile pilota romantico di Un uomo e una donna era un uomo di provincia: suo padre un piccolo industriale, figlio e nipote di una famiglia di piloti da corsa che non faceva mistero delle sue simpatie socialiste: militò nella Resistenza e fu sindaco del paese. La madre era una robusta signora della piccola borghesia, andata sposa per un matrimonio combinato, protagonista di una storia d'amore con un soldato tedesco che segnerà i rapporti col marito e la prima infanzia del figlio, che assiste ai litigi dei genitori e viene spesso costretto a vestirsi da bambina per desiderio della madre, che voleva una figlia dopo il primogenito. La signora Trintignant - così raccontava Jean-Louis - era passionale e romantica, amava la tragedia e Racine e lo incoraggiò a recitare fin da ragazzo.
Studente di legge, Trintignant si trasferisce a Parigi e trova i primi ruoli in teatro. Nel 1955 le prime prove nel cinema: tre film in un anno tra cui E Dio creò la donna di Roger Vadim, con Brigitte Bardot. Il successo del film si riflette anche su di lui, Vadim lo richiama per Le relazioni pericolose, i produttori lo mandano per frequenti coproduzioni in Italia. Sbarca a Cinecittà per Estate violenta di Valerio Zurlini, il mitologico Antinea e infine, quasi per caso, lo sceglie Dino Risi per far coppia con Vittorio Gassman in Il sorpasso (1962).
In carriera Trintignant ha interpretato oltre 120 ruoli, ha recitato con i più grandi: Cavalier, Costa Gavras, Bertolucci, Scola, Robbe-Grillet, Chabrol, Rohmer, Deray, Truffaut e Kieslowski, fino a Michael Haneke che lo ha riportato su un set dopo anni di silenzio in seguito alla morte dell'adorata figlia Marie. In teatro ha recitato tragedia e commedia, declamato Prèvert almeno 2000 volte, superato tutti gli interpreti della sua generazione ed è rimasto nel cuore degli spettatori per film memorabili. Oltre Il sorpasso e Un uomo e una donna non si possono dimenticare Z - l'orgia del potere, Metti una sera a cena, Il conformista, La donna della domenica, Il deserto dei tartari, La terrazza, Finalmente domenica, Film rosso, fino al dittico Amour e Happy end, confermando l’amore reciproco con il cinema italiano. Ma la costante è quel tratto sommesso, malinconico e gentile che sono la sua cifra più ricorrente. Costa Gavras gli mise addirittura un paio di occhiali scuri in Z, per accentuare il tratto felicemente ordinario della sua presenza. E alla fine si pentì perché in fin troppe scene, Trintignant sembrava sparire dallo schermo, intimidito tra la folla. Ma è proprio questo ad attrarre l'attore: un modo di essere che non appare, che non si fa notare e per questo lo fa diventare intimo con lo spettatore. E vinse il premio a Cannes. Trintignant non amava il glamour, i premi, il gossip e anche per questo amava più di tutto il teatro.