Addio a Vera Slepoj psicologa e scrittrice di emozioni e amore

22 Giugno 2024

Scompare a 70 anni dopo un malore in casa a Padova Autrice di libri e saggi, ha rivestito molti incarichi pubblici 

ROMA. Capire i sentimenti, La psicologia dell'amore, Le ferite delle donne, Le ferite degli uomini sono alcuni dei titoli bestseller che hanno fatto conoscere Vera Slepoj, la psicologa morta ieri per un malore in casa a 70 anni. Divulgatrice, nota al pubblico anche per aver partecipato di frequente alle trasmissioni televisive, era nativa di Portogruaro (Padova) e ha scritto undici libri e tenuto rubriche in quotidiani e periodici: per lungo tempo è stata editorialista del Gazzettino, spesso ospite di festival di scienza e letterari come “Una montagna di libri” a Cortina di cui è stata presidente onoraria.
Il focus del suo lavoro - si era laureata in Psicologia a Padova con una tesi sulla Devianza e i meccanismi di controllo in una società attuale, specializzandosi poi in psicoterapia - è diventato nel percorso della sua carriera: soprattutto l'ambito dei sentimenti, la lettura del profondo, le relazioni di coppia e in ultimo la necessità del benessere mentale. Da presidente della Federazione italiana di psicologia negli anni Duemila, era intervenuta sui tanti fatti di cronaca, dal massacro di Novi Ligure all'omicidio di Sara Scazzi, argomentando in modo critico anche riguardo a tanti programmi televisivi che si affacciavano all'epoca, come Il Grande Fratello. Resta famosa la bocciatura di Sailor Moon, la serie di cartoni animati giapponesi che andava in onda su Retequattro. La psicologa lanciò un allarme. «In se non ha nulla», sottolineò. «Propone una giovane eroina e si sono riscontrati casi di bambini di sesso maschile che, assistendo quotidianamente al cartoon, hanno finito con l'identificare nel personaggio protagonista, forte, vincente, di potere, un modello di comportamento, femminilizzando il loro modo di vivere, le relazioni con i coetanei, chiedendo di poter vestire come la loro eroina, quindi in dosi massicce finisce con l'essere un modello».
Ha fatto parte anche del primo Comitato tv e Minori insieme a Maria Rita Parsi. Il 3 aprile scorso era stata chiamata dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a far parte del rinnovato Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo.
Ha avuto anche altri incarichi pubblici: è stata psicoterapeuta della squadra di calcio del Palermo, docente di Sociologia della Salute all'Università di Siena e ha presieduto l'International Health Observatory, un organismo dedicato alla promozione della salute mentale a livello globale. Consigliere per l'Authority per il Volontariato dal 2000 al 2004 e dal 2002 al 2006 per il Ministro delle comunicazioni. È stata anche assessora alla cultura, musei e servizi sociali della provincia di Padova dal 1999 al 2004 su indicazione di Gianfranco Fini, all'epoca vicepresidente del Consiglio dei ministri, dimostrando un forte impegno verso la comunità locale.
Dal ministro Sangiuliano alla ministra per le riforme Maria Elisabetta Casellati, al titolare delle Imprese Adolfo Urso sono arrivati i commiati a Slepoj, «che ha contribuito con il proprio lavoro ad aumentare la consapevolezza sulla necessità di una maggiore attenzione al benessere psicologico della persone», come sottolinea il Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi. Un comunicato è arrivato anche dal Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo, che ha espresso «sconcerto e dolore per la scomparsa improvvisa di Vera Slepoj, stimata psicologa e psicoterapeuta, nonché apprezzata componente del Csca», dove, continua la nota, ha portato «un contributo essenziale, profondo e mai scontato, alla discussione». «Vera è stata la vestale della trasformazione», conclude la nota. «Con il suo sorriso e la sua grazia ci ha insegnato che “il pensiero rigido si concentra sulla difficoltà di consentire i cambiamenti, una sorta di evitamento, invece il cambiamento, pur essendo difficile, è fautore di armonia e di grande senso di sicurezza”».
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