Addio ad Albee il drammaturgo di “Chi ha paura di Virginia Woolf?”

18 Settembre 2016

NEW YORK. Edward Albee, che nel 1962 mise sotto shock Broadway con “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, è morto nel sonno a Montauk, Long Island, a 88 anni. Entrato in scena dopo che Edward O’ Neill,...

NEW YORK. Edward Albee, che nel 1962 mise sotto shock Broadway con “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, è morto nel sonno a Montauk, Long Island, a 88 anni. Entrato in scena dopo che Edward O’ Neill, Arthur Miller e Tennesse Williams avevano completato la loro traiettoria creativa, Albee ne aveva raccolto il testimone traghettando il teatro al ventunesimo secolo.

Il gap tra illusione e verità e la disperazione nascosta dalla facciata apparentemente soddisfatta della vita contemporanea sono stati al centro di suoi drammi fin da quando nel 1959 aveva debuttato a Berlino con The Zoo Story, un singolo atto in tempo reale in cui un estraneo si intromette nella tranquilla quiete di un uomo che legge a Central Park. Fu The Zoo Story che, approdando alla Provincetown Playhouse del Village l'anno successivo, diede vita al movimento teatrale conosciuto poi come Off Broadway.

George e Martha, i protagonisti di “Chi ha paura di Virginia Woolf ?”, divennero, tre anni dopo, i più famosi elementi di una coppia sul punto di scoppiare. Il lavoro teatrale di Albee, tradotto in film da Mike Nichols con Richard Burton e Liz Taylor, vinse un Tony ma venne giudicato così scabroso che gli fu negato il Pulitzer. Riconoscimento che Albee vinse poi tre volte per A Delicate Balance, Seascape e Three Tall Women del 1994 che debuttò a Vienna prima di aprire a Broadway. Umorismo e temi dark sono stati al centro del suo lavoro. In oltre 25 commedie, Albee ha puntato i riflettori su temi chiave della cultura americana, dal matrimonio all'educazione dei figli, la religione e i confort della classe bene. Abbandonato dai genitori biologici ancora neonato, Albee era stato adottato ma mai veramente amato da un impresario teatrale e dalla moglie. Le sue opere non sempre furono successi di critica e neppure di pubblico: molte debuttarono all'estero prima che negli Usa e il suo lavoro venne spesso accolto con maggior entusiasmo in Europa: «Forse sono un commediografo europeo», aveva detto al New York Times nel 1991: «Guardate ai miei colleghi che non sono mai stati a Broadway: Aristofane, Sofocle, Shakespeare Marlowe, Moliere, Ibsen, Chekhov, Pirandello, Beckett, Genet. Nessuno di loro».

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