Addio al critico letterario Leone Piccioni

17 Maggio 2018

ROMA. E’ morto, martedì sera a Roma, all’età di 93 anni Leone Piccioni, critico letterario, tra i maggiori interpreti e studiosi della poesia di Giuseppe Ungaretti. Figlio del politico della Dc,...

ROMA. E’ morto, martedì sera a Roma, all’età di 93 anni Leone Piccioni, critico letterario, tra i maggiori interpreti e studiosi della poesia di Giuseppe Ungaretti.
Figlio del politico della Dc, Attilio Piccioni, e fratello del musicista Piero, era nato a Torino nel 1925. Critico letterario e dirigente della Rai, Piccioni fu allievo di De Robertis e poi di Ungaretti, di cui divenne amico e è stato uno studioso significativo. Laureatosi con una tesi sulle Dieci canzoni di Giacomo Leopardi è stato docente di Letteratura italiana alla Luiss e, in anni lontani, alla Sapienza, che, assunto in Rai come giornalista nel 1946, lasciò man mano che il nuovo impiego cominciò a assorbirlo maggiormente. Cresciuto nella Firenze che definiva «Città dei buoni maestri», quella dell'università, delle riviste importanti, del caffè delle Giubbe Rosse dove si incontravano Montale, Bo o Gadda con i giovani di allora, ha poi vissuto sempre a Roma e amato molto la sua casa di Pienza. In Rai è stato capo del settore Arti e Scienze del Giornale Radio e con l'avvento della tv nel 1954 del telegiornale, redattore e curatore della rubrica «Arti e scienze» poi della rivista e della trasmissione L'Approdo, che aveva un comitato direttivo in cui erano personaggi quali Contini, De Robertis, Cecchi, Gatto, al cui ricordo commentava di recente: «Oggi intelligenze di questo tipo sono altrove, si occupano d'altro, non di letteratura». Nella sua carriera venne nominato direttore del telegiornale, poi direttore dei programmi tv, arrivando a essere dal 1969 vicedirettore generale della Rai, sino a quando la lascia nel 1991.
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