Addio alla giornalista Maria Giovanna Maglie

Sempre controcorrente e dalla incontenibile parlantina, una carriera prima in Rai e poi nei quotidiani
ROMA. Spirito libero, formidabile parlantina, risata contagiosa, Maria Giovanna Maglie esprimeva le sue idee, spesso controcorrente, con nettezza, guardando negli occhi. È la dote che le riconoscevano nella sua carriera di giornalista, capace di spaziare tra tv, radio e quotidiani. Richiesta come opinionista in molti programmi perché le sue uscite causavano spaccature nel dibattito, creò anche divisioni nel governo giallo-verde nel 2019, quando la Lega voleva darle una striscia serale dopo il Tg1 e il M5S si oppose.
A dare notizia della morte l'amica Francesca Chaouqui, accanto a lei al momento del decesso. Portata al San Camillo lunedì notte per una complicazione venosa, è spirata poco dopo.
Nell'ultimo periodo la giornalista, 70 anni, aveva subito interventi chirurgici seguiti da diverse complicazioni.
Nata a Venezia, Maglie si trasferì a Roma negli ’60 e iniziò come inviata in America Latina per l'Unità, che lasciò presto per divergenze ideologiche. Grazie alla vicinanza con Bettino Craxi, nel 1989 fu assunta in Rai. Nel 1990, allo scoppio della guerra del Golfo, fu inviata in Medio Oriente dl Tg2. Corrispondente da New York fino al 1993, fu costretta a dimettersi quell'anno per uno scandalo legato alle sue note spese, che finì con l'archiviazione l'anno successivo. Lei spiegò che i rendiconti, anche se più alti rispetto ad altre sedi, erano giustificati dal lavoro in più che svolgeva e provò invano a rientrare in Rai. Lavorò quindi per quotidiani come il Giornale e Il Foglio, oltre che per Radio Radicale, Radio 24 e Dagospia.
Fu anche scrittrice: tra i suoi libri la biografia di Oriana Fallaci, alcuni saggi di politica internazionale e da ultimo una ricostruzione della scomparsa di Emanuela Orlandi. Era nota al grande pubblico per la sua presenza in tv anche in programmi come l'Isola dei famosi e La vita in diretta. Tanti ricordano l'imitazione che faceva di lei ad Avanzi su Rai3 Francesca Reggiani.
Di idee sovraniste, negli ultimi anni aveva contestato le vaccinazioni durante la pandemia e la strategia della Nato sulla guerra in Ucraina. Ebbe contrasti anche con l'Ordine dei giornalisti, che lasciò nel 2016. Sostenitrice di Matteo Salvini, fu proprio il segretario della Lega - come lei stessa raccontò - ad indicarla per la striscia che fu di Enzo Biagi dopo il Tg1 nel 2019, durante il governo gialloverde, ma l'opposizione del Movimento 5 Stelle fece naufragare il progetto.
«Forte, intelligente, combattiva, una professionista seria e sempre pronta al confronto. Ci mancherà», scrive la premier Giorgia Meloni. «Buon viaggio Maria Giovanna, amica dalla voce forte e originale, oratrice appassionata, giornalista e intellettuale raffinata, soprattutto donna coraggiosa, indipendente e libera», il ricordo di Salvini su Twitter.