Addio Jimmy Villotti, chitarra jazz suonò con Dalla, Morandi, Guccini

BOLOGNA. Con i primi guadagni nelle orchestre delle balere comprò una Porsche come quella di James Dean, il suo idolo. Da quel del giorno tutti cominciarono a chiamarlo Jimmy, anziché Marco, e Jimmy...
BOLOGNA. Con i primi guadagni nelle orchestre delle balere comprò una Porsche come quella di James Dean, il suo idolo. Da quel del giorno tutti cominciarono a chiamarlo Jimmy, anziché Marco, e Jimmy fu per 60 anni, fino a ieri notte, stroncato a Bologna da una malattia che non gli ha dato tregua. Marco Jimmy Villotti, 79 anni, chitarrista, è stato una dei simboli musicali di cui Bologna giustamente si fregia, ma in credito con la popolarità, anche se il successo lo accompagnava nella città jazzistica di cui lui è stato forse il talento più cristallino, al pari della modestia, della ironia. «E poi Bologna coi suoi orchestrali...» cantava Francesco De Gregori, forse con invidia per un mondo che Villotti ha vissuto per molti anni, facendo quella gavetta in mille balere raccontata in libri che erano appunti di viaggio, aneddoti a più non posso. Meteors, Checco e i Baci, Jimmy Mec alcuni dei nomi di quei “complessi” che a volte riuscivano ad incidere dei 45 giri, in cui Villotti era già un chitarrista “finito” e già seguitissimo dai giovanissimi. Poi negli anni '70 cominciò l’intensa attività di sessionman con Lucio Dalla, Francesco Guccini, Ornella Vanoni, Claudio Lolli, Gianni Morandi. Con Paolo Conte una intensa collaborazione, interrotta da Villotti nel 1991, tanto che il cantautore gli dedicò “Jimmy Ballando”. Da 30 anni la sua vita è stata il jazz.