Addio Raffaella Carrà, regina della tv morta di un male che teneva segreto

6 Luglio 2021

L’ultimo messaggio al suo pubblico il 18 giugno, giorno dei suoi 78 anni, ieri la notizia diffusa da Iapino L’ombelico scoperto, il Tuca tuca, il “colpo di testa”, brani sexy e “carrambate”per diventare un’icona

L’ultimo suo post risale al 18 giugno scorso, giorno del suo compleanno: «Il vostro affetto mi commuove, vi abbraccio e vi auguro un estate con ritorno alla normalità». E invece ieri la notizia arrivata come un temporale nel pomeriggio degli italiani: Raffaella Carrà icona mondiale della tv, della musica, dello spettacolo del cinema è morta a 78 anni. A comunicarlo l’ex compagno di una vita, e amico inseparabile Sergio Japino: «Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre».
Nata a Bologna il 18 giugno 1943 come Raffaella Maria Roberta Pelloni, la ballerina e cantante Raffaella Carrà, dopo gli esordi, giovanissima, nel cinema, debutta con “Io, Agata e tu”, spettacolo nel quale lancia il suo nuovo stile di showgirl. Il suo nude look provocò grande scandalo nell'autunno successivo, quello del 1969/’70, quando apparve in tv al fianco di Corrado in Canzonissima, con l'ombelico scoperto, nella sigla d'apertura “Ma che musica maestro!”. Fu l’anno della popolarità. Il suo talento, l’ombelico di fuori e i brani per l’epoca trasgressivi per la tv, come il Tuca tuca ballato con il ballerino e coreografo Enzo Paolo Turchi, la consacrano nelle case degli italiani. Indimenticabile lo schetch con Alberto Sordi nella Canzonissima del 1971 con l’attore che le sfiorava l’ombelico con garbo ballando. Quell’ombelico scoperto fu come un vento forte di spensieratezza e modernità. Ma «il mio ombelico nudo», spiegava nel 2018 Raffaella a Roma all'Auditorium Parco della Musica, mentre veniva insignita con un’alta un’onorificenza dall'ambasciatore di Spagna, assieme a Lucia Bosè, «veniva fuori da un completo studiato da un costumista della Rai. Ora non ne ricordo il nome. Ma le ragazze d’estate già giravano così, con la pancia scoperta e i pantaloni lunghi. Io non mi sono fatta problemi a farlo vedere in tv. Ero libera. Anche i “colpi di testa” erano il segno della libertà: dalla lacca, dalle sovrastrutture, dalla rigidità. Io ero così, senza costrizioni». Una dichiarazione di “non colpevolezza” per aver turbato il sonno degli italiani agli inizi degli anni Settanta, con quel balletto col pancino di fuori, in una tv ancora molto limitata alla censura. Lo stile sexy divenne una tendenza nell’Italia della censura, una vera calamita per i telespettatori, che scoprivano dopo nove anni la showgirl che era apparsa in tv nel 1961 in Tempo di danza a fianco di Lelio Luttazzi. Visti i soddisfacenti esiti dell’anno precedente, la Rai decise di riconfermare la stessa coppia di conduttori anche per la nuova edizione del 1971 di Canzonissima. La star della tv dal caschetto platino (forza ragazzi Spazzola... cantava brandendo le chiome su e giù) che tutte copiavano, scalò ancora la hit parade con il celebre Tuca tuca, con annesso balletto-scandalo che superò le censure e le polemiche, diventando un fenomeno popolare e sdoganando di fatto anche il look dell'ombelico nudo.
Raffaella Carrà è stata un personaggio iconico, amata e celebrata secondo logiche trasversali da mondi diversi dallo spettacolo alla moda, dalla militanza gay. Tanto da essere considerata un'importante icona gay, sia per la sua immagine, sia per la sua musica, spesso utilizzata durante i gay pride e le feste Lgbt tanto che ricevette il premio di “Icona gay mondiale» al World Pride di Madrid nel 2017.
Tornando alla musica arrivano successi planetari come “Ma che musica maestro”, “A far l'amore comincia tu “e “Fiesta”. Gli anni Ottanta sono quelli di Fantastico con Corrado, Gigi Sabani e Renato Zero: una media di 25 milioni di spettatori ad ascoltare la sua sigla di apertura “Ballo ballo”. È anche il periodo in cui nasce il sodalizio, artistico e sentimentale, con Gianni Boncompagni, che la accompagnerà per tutta la sua carriera, anche quando la loro storia d’amore sarà conclusa. Sempre nello stesso periodo arriva come un uragano “Pronto, Raffaella?”. Dopo un periodo, di due anni, in Fininvest, Raffaella torna «a casa« in Rai negli anni Novanta dove raccoglie di nuovo successi con Carramba! Che sorpresa, inventato insieme a Japino. Poi ancora tanta tv, non solo in Italia ma anche in Spagna, dove rimane per 4 anni popolarissima con il suo Hola Raffaella. Il ritorno in Italia è nel 1995, riproponendosi con successo in Carramba! Che sorpresa (1995-’97 e 2002). Poi ancora Carramba! Che fortuna (1998-2000 e 2008) e Segreti e bugie (1999), sempre su Rai1. Una volta alla conduzione del Festival di Sanremo, nel 2001, affiancata da Piero Chiambretti e “atterrata” dal vulcanico Benigni, con cui le toccò affrontare un’altra censura. Del 2004 il programma Sogni, mentre dedicato alle adozioni a distanza è stato Amore del 2006. Nel 2007 è uscito “Raffica Carrà”, raccolta videomusicale delle numerose sigle televisive che ha interpretato. Nel 2013 è tornata sul piccolo schermo su Rai2 coach del talent show The Voice of Italy ed è uscito il suo ultimo album “Replay”. Nel 2015 ha condotto su Raiuno il talent Forte forte forte e ha interrotto la sua partecipazione a The Voice of Italy, ripresa l’anno successivo. Nel 2017 ha ricevuto il premio Icona Gay Mondiale, nel 2019 è il suo ultimo programma, A raccontare comincia tu su Rai3: una serie di interviste a personaggi del mondo dello spettacolo, compresa la grande Sophia Loren che rivelò: «Marlon Brando mi corteggiava ma non mi piaceva». Raffaella ha recitato al cinema giovanissima anche a Hollywood con attori del calibro di Frank Sinatra da ragazzina, e poi con registi come Mario Monicelli, Florestano Vancini. Grande tifosa della Juve oggi il club bianconero ha voluto omaggiarla: « Ciao Raffaella».