Adriatico racconta in un film le origini del movimento gay

19 Aprile 2015

PESCARA. IL Torino Gay&Lesbian Film Festival presenta il nuovo film documentario del regista abruzzese Andrea Adriatico dal titolo “Torri, checche e tortellini. Appunti per una storia senza...

PESCARA. IL Torino Gay&Lesbian Film Festival presenta il nuovo film documentario del regista abruzzese Andrea Adriatico dal titolo “Torri, checche e tortellini. Appunti per una storia senza storia dell’omosessualità del 900”, dedicato alla nascita negli anni Ottanta del primo circolo gay italiano nato all’interno di un edificio pubblico: il Cassero di Porta Saragozza a Bologna. Il film è prodotto da Cinemare, con il sostegno della Emilia Romagna Film Commission. La prima proiezione pubblica è prevista il 3 maggio .

«Il film», spiegano le note di presentazione della pellicola del 49enne regista aquilano, «ripercorre la storia dell’insediamento del movimento omosessuale nel primo circolo pubblico che l’Italia osò concedere in anni difficilissimi a una comunità che cominciava una marcia di visibilità mai più arrestata. E lo fa col lo spirito della ricostruzione di un racconto che è al contempo testimonianza sociale e riflessione politica, intervistando i protagonisti di quel momento, politici come Walter Vitali o Sandra Soster, all’epoca assessori alla Cultura e ai Giovani della città, accanto ai primi presidenti del circolo 28 giugno che ebbe in gestione la struttura, Marco Barbieri, Beppe Ramina, Diego Scudiero, giornalisti come Domenico Del Prete, intellettuali come Stefano Casi, che fondò il primo Centro di documentazione omosessuale in Italia proprio al Cassero e i tanti attivisti che attraverso una sovversiva attività culturale, guidata da un portentoso direttore artistico a tutti noto come la Cesarina, al secolo Stefano Casagrande, diedero vita ad una stagione senza precedenti che fece diventare per l’appunto la città delle tre T anche una meta ambitissima dagli omosessuali di ogni parte d’Italia».

«Proprio con le attività culturali», proseguono le note di presentazione del film, «vennero fuori talenti come Alessandro Fullin, oggi mattatore televisivo e scrittore molto conosciuto e apprezzato o Valerie Taccarelli, la trans che ispirò il celebre brano “Alexander Platz” di Franco Battiato e Alfredo Cohen,l’attore teatino morto pochi mesi fa, anche loro protagonisti del film».

Andrea Adriatico, è al suo secondo documentario, dopo “+o- il sesso confuso. racconti di mondi nell’era aids” (firmato nel 2010 con Giulio Maria Corbelli). Fondatore di Teatri di vita a Bologna e regista di spettacoli da testi, tra gli altri, di Pasolini, Koltès, Copi, Jelinek, Andrea Adriatico ha realizzato diversi cortometraggi (presentati tra l’altro alla Mostra del cinema di Venezia) e due lungometraggi: “Il vento, di sera” (2004), presentato al Festival del cinema di Berlino e premiato al Roseto Opera Prima Film Festival, e “All’amore assente” (2007), presentato al London International Film Festival e premiato al Festival del cinema italiano di Annecy.

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