“Afàsi”, tanti spettacoli in uno per chiudere la rassegna Strade

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Una performance che rovescia i rapporti tra spettatore e spettacolo, tra realtà e sguardo che la osserva. Questo è “Afànisi”, ossia “perdita del desiderio” progetto del...
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. Una performance che rovescia i rapporti tra spettatore e spettacolo, tra realtà e sguardo che la osserva. Questo è “Afànisi”, ossia “perdita del desiderio” progetto del pluripremiato gruppo teatrale Ctrl+Alt+Canc scelto per l’appuntamento conclusivo della 16ª edizione della rassegna aquilana Strade in programma domenica (ore 18) nello Spazio Nobelperlapace di San Demetrio.
Sperimentazione e performance riempiono lo spazio scenico in cui ciascuno spettatore vedrà uno spettacolo diverso da chi gli siede accanto. E il teatro non è più ciò che si guarda. Ma ciò da cui si è guardati. Testo e regia sono di Alessandro Paschitto che entra in scena con Raimonda Maraviglia e Francesco Roccasecca. Ctrl+Alt+Canc è un gruppo teatrale nato nel 2020 che fa della ricerca sul linguaggio – praticata nello specifico della scrittura e della proposta scenica – una forma di conoscenza, spaziando dal teatro alla performance. La messa in discussione del linguaggio teatrale e delle sue modalità di fruizione, lo spostamento dell’attenzione sulle facoltà percettive e immaginative degli spettatori, la ricerca di un dialogo vero e di una nuova concretezza dell’azione scenica sono i punti cardinali. “Afànisi” è anche lo spettacolo selezionato con il bando destinato agli allievi ed ex allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, con la quale Arti e Spettacolo ha una collaborazione da molti anni. «Quest’anno Strade ha voluto proporre una serie di allestimenti che coinvolgessero gli spettatori attraverso forme diverse della rappresentazione», ricorda il direttore artistico della rassegna Giancarlo Gentilucci. «La rassegna si conclude, ma Arti e Spettacolo proporrà altri appuntamenti in occasione del trentennale della sua fondazione». Cinque sono stati gli appuntamenti, complessivamente a partire da “I giganti e noi”, ispirato a un grande classico di Pirandello. Poi, spazio a “Fine pena ora”, tratto dal racconto autobiografico del testo omonimo di Elvio Fassone, magistrato ed ex componente del Csm. Quindi è stata la volta di Dieci modi per morire felici, uno spettacolo-gioco in cui dieci spettatori hanno avuto la possibilità di sperimentare una nuova vita con un solo obiettivo: appunto quello di morire felici. Il quarto spettacolo della rassegna è stato “Felicia”, liberamente ispirato al libro illustrato “Felicità ne avete?” di Lisa Biggi e Monica Barengo. (fab.i.)